Sovraindebitamento privati: a chi rivolgerti e come iniziare

Sovraindebitamento privati, a chi rivolgerti - Cover ADifesa

Sei sovraindebitato? Ecco chi rivolgerti e come iniziare

Sovraindebitamento privati, a chi rivolgersi per uscirne? In questo articolo tutte le info di cui hai bisogno.

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I debiti si accumulano in silenzio. Poi arriva un momento in cui non si riesce più a stare dietro a tutto. E se sei qui, probabilmente quel momento è già arrivato.

La prima cosa che vogliamo dirti è questa: il sovraindebitamento non è una condanna. È una condizione riconosciuta dalla legge, la stessa che prevede strumenti concreti per uscirne. Parliamo di procedure ufficiali, tutelate, e pensate esattamente per persone nella tua situazione.

In questo articolo, ti spieghiamo a chi puoi rivolgerti se sei un privato in sovraindebitamento, cosa fa ognuno, quanto costa e da dove si inizia.

Lo sappiamo che è difficile. Ma puoi farcela.

A chi rivolgerti se sei un privato sovraindebitato

Quando sei in difficoltà, la prima domanda è sempre la stessa: c’è qualcuno che mi può aiutare davvero?

La risposta è sì. Ma i soggetti coinvolti nella procedura di sovraindebitamento sono diversi, e ognuno ha un ruolo preciso. Capire chi fa cosa ti evita di perdere tempo – e di affidarti alle persone sbagliate.

Tieni conto che gli interlocutori possibili sono tre:

  • l’Organismo di Composizione della Crisi (OCC), che è il soggetto istituzionale che gestisce la procedura davanti al giudice;
  • un avvocato specializzato in sovraindebitamento, che può essere utile casi più complessi;
  • un’associazione consumatori, per valutare se puoi risolvere la situazione con un semplice saldo e stralcio

Vediamo quindi cosa fa ognuno e, soprattutto, quale di questi fa al caso tuo.

L’Organismo di Composizione della Crisi

L’Organismo di Composizione della Crisi (o OCC) è in genere il soggetto che gestisce la procedura. È iscritto in un registro del Ministero della Giustizia, e perciò sei tu – sovraindebitato – a scegliere quello a cui rivolgerti.

Su questa pagina del Ministero della Giustizia trovi una lista completa di tutti gli OCC che operano in Italia.

Cosa fa, nel concreto, un’OCC? Tre cose, essenzialmente: valuta la tua situazione debitoria, redige la relazione tecnica per il giudice e fa da tramite ufficiale tra te e i creditori.

Non è – quindi – il tuo avvocato difensore, né il tuo consulente: è più simile a un notaio. Perché certifica, attesta e fa da intermediario. Per intenderci: tutela, sì; ma soprattutto tutela tutte le parti in causa (ovvero anche i creditori). 

Alcune associazioni consumatori, tra cui ADifesa, sono abilitate dalla legge a svolgere direttamente le funzioni dell’OCC. Rivolgendoti a loro, hai un unico interlocutore che ti segue dall’inizio alla fine – e che agisce come intermediario per trovare la soluzione migliore.

Avvocati specializzati in sovraindebitamento

Un avvocato esperto in diritto dell’insolvenza può seguirti nella costruzione della proposta da presentare all’OCC, nella raccolta della documentazione e nella gestione delle udienze davanti al tribunale.

È una figura utile soprattutto nei casi più complessi: quando – per esempio – i creditori sono molti, o quando sono stati già avviati dei pignoramenti. 

Il limite principale, però, è il costo: uno studio legale privato ha parcelle che non sempre si conciliano con la situazione di chi è già in difficoltà economica.

In più, non tutti gli avvocati hanno una vera esperienza nelle procedure di sovraindebitamento: è una materia specifica, per cui un generico avvocato civilista non sempre ti è di aiuto.

Il ruolo delle associazioni consumatori

Le associazioni di consumatori restano comunque un punto di partenza utile anche solo per orientarsi. Se ti associ a ADifesa – per esempio – avrai a disposizione un team di esperti in grado di dirti se conviene una procedura di sovraindebitamento o se, prima di arrivarci, esiste la possibilità di una strada più semplice come il saldo e stralcio.

Il vantaggio, a questo punto, è che – rispetto a uno studio legale privato – l’associazione lavora per chiudere la tua posizione, non per tenerti in consulenza il più a lungo possibile.

Senza contare che, dentro un’associazione consumatori, trovi professionisti di diverso tipo (come avvocati, esperti di diritto dei consumatori, etc). Professionisti che possono offrirti una consulenza completa per gestire meglio i tuoi debiti, e trovare strade alternative.

Come si avvia la pratica di sovraindebitamento

Uscire dal labirinto dei debiti richiede un percorso preciso, ma i primi passi sono più lineari di quanto si possa pensare.

Il processo si attiva formalmente con la presentazione di una domanda all’Organismo di Composizione della Crisi del territorio in cui hai la residenza. I passaggi principali, a quel punto, sono tre: 

  • l’analisi della situazione debitoria
  • la redazione della proposta
  • il deposito e l’omologazione

Si parte da un quadro completo: quanti debiti hai, con chi, di che tipo, qual è il tuo reddito, cosa possiedi. L’analisi della situazione debitoria serve anche per capire quale delle tre procedure previste dalla legge è quella giusta per te – piano del consumatore, accordo con i creditori o liquidazione controllata. Sono tutte formule diverse, perciò la scelta sbagliata può costare tempo.

Si passa poi alla redazione della proposta, che è il documento centrale di tutta la procedura. Un documento che deve essere costruito con un professionista, deve essere realistico rispetto alle tue possibilità reali e deve reggere alla valutazione del giudice. Una proposta mal costruita viene respinta, e a quel punto si deve ricominciare da capo.

Infine la proposta viene presentata all’OCC, che redige la propria relazione tecnica e la trasmette al tribunale. Il giudice valuta e, se tutto è in ordine, omologa l’accordo. Da quel momento ha valore legale per tutte le parti, creditori inclusi.

Una cosa importante: dal momento in cui il tribunale accetta il ricorso, le azioni esecutive nei tuoi confronti si sospendono. Pignoramenti, fermi amministrativi, pressioni per il recupero del credito — tutto si ferma.

Quanto dura la procedura di sovraindebitamento

Non esistono tempi certi, ma alcune indicazioni concrete è possibile darle.

La fase preparatoria (raccolta documenti, analisi della situazione debitoria, redazione della proposta) richiede in genere da uno a tre mesi, e dipende molto dalla completezza dei documenti che riesci a raccogliere e dalla complessità della tua posizione. 

La fase davanti al tribunale può durare dai tre ai dodici mesi, a seconda del carico di lavoro del tribunale competente e della natura della procedura scelta.

Nel complesso, per un privato sovraindebitato con una situazione standard, è ragionevole aspettarsi una durata totale compresa tra sei mesi e un anno e mezzo. Le procedure con liquidazione del patrimonio possono essere più lunghe.

Durante tutto questo tempo – e questa è la notizia più importante – le azioni esecutive restano sospese. Non devi temere nuovi pignoramenti o solleciti mentre la procedura è in corso.

Costi e spese in caso di sovraindebitamento 

Come puoi immaginare, anche una procedura di questo tipo prevede dei costi. E lo sappiamo, può sembrare un paradosso: pagare per non dover pagare più.

È anche per questo che la legge stessa prevede tutele per far sì che queste spese non blocchino l’accesso alla procedura per chi ne ha diritto.

Considera il costo dell’OCC

Il compenso dell’Organismo di Composizione della Crisi è regolato per legge dal D.M. 202/2014 e viene deliberato dal giudice al termine della procedura.

Questo significa pure che non lo paghi in anticipo, il che è un dettaglio importante. molte persone si avvicinano alla procedura pensando di dover mettere subito mano al portafoglio, e invece no. Il compenso dell’OCC matura durante la procedura e viene quantificato solo alla fine, quando il giudice lo approva formalmente.

Vale anche la pena sapere che il compenso dell’OCC non è l’unica voce di costo della procedura, ma è quella più prevedibile, perché segue regole precise. Le altre spese (legali, amministrative, eventuali perizie) dipendono invece dalla complessità del caso e da chi scegli di avere al tuo fianco.

Come calcolare il compenso dell’OOC

Il calcolo segue tabelle ministeriali e si basa su percentuali decrescenti applicate all’ammontare del debito ristrutturato o dell’attivo liquidato. In altre parole: più è alto il debito, più la percentuale si abbassa.

Per darti un’idea orientativa, su un debito fino a 25mila euro la percentuale si aggira intorno al 6-8%. Su importi superiori scende progressivamente. Il calcolo esatto dipende dal caso specifico e spetta al giudice approvarlo – nessuno può dirti una cifra precisa prima di conoscere la tua situazione.

Un’ultima cosa da sapere: se il tuo reddito annuo è al di sotto di una certa soglia (attualmente intorno agli 11.500 euro, ma la cifra viene aggiornata periodicamente) puoi accedere al patrocinio a spese dello Stato. Così le spese legali vengono coperte dallo Stato, previa domanda al tribunale competente.

Uno strumento poco conosciuto, ma molto concreto.

E se potessi risolvere con un saldo e stralcio?

Se hai pochi creditori (es. una banca, una finanziaria, un mutuo in sofferenza) non sempre serve arrivare a una procedura lunga e complessa come quella di sovraindebitamento. In molti casi, prima che la situazione precipiti, è possibile chiudere la posizione con un accordo diretto. Parliamo, appunto, del saldo e stralcio.

Leggi di più sull’accordo di saldo e stralcio, e come ti aiuta a gestire i tuoi debiti

Si tratta di un accordo bonario tra te e il creditore, che ti permette di estinguere il debito pagando una somma ridotta rispetto a quella dovuta – spesso interrompendo così pignoramenti già avviati o il rischio di finire all’asta.

ADifesa segue direttamente questo tipo di trattativa: analizza la tua posizione, tratta con banche e finanziarie per tuo conto e lavora per ottenere il miglior risultato possibile. Ovviamente, il nostro servizio è riservato agli associati, ma entrare in ADifesa è facile e puoi farlo qui. La quota associativa è di 20 euro e ha valore annuale.

E se vuoi saperne di più, lasciaci un messaggio qui sotto.

I nostri consulenti risponderanno, senza impegno, a tutti i tuoi dubbi.

    Alcune domande frequenti

    1) Quale avvocato si occupa di debiti?

    L’avvocato che si occupa di debiti dei privati è quello specializzato in diritto dell’insolvenza e della crisi d’impresa. Un normale civilista potrebbe non avere le competenze adatte per queste procedure specifiche. Scegliere un professionista specializzato assicura la massima precisione per evitare che il giudice rifiuti la domanda.

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    2) Quanto costa una causa per sovraindebitamento?

    Il costo complessivo della procedura varia in base all’entità della tua situazione economica. Comprende le spese di segreteria iniziali, il compenso dell’OCC e l’onorario del professionista che ti assiste. Uno studio legale privato richiede poi, solitamente, acconti immediati che pesano sul budget familiare fin da subito. Prima di avviare una procedura di questo tipo, comunque, vale la pena verificare se la tua situazione si presta a una soluzione più rapida – come il saldo e stralcio, quando i creditori sono pochi.

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    3) Quanto costa l'organismo di composizione della crisi?

    L’OCC è un ente pubblico o privato abilitato dal Ministero e i suoi costi sono regolati per legge. All’inizio della procedura si versa solo una quota ridotta in percentuale per coprire le spese vive di istruttoria e l’avvio della pratica. Il vero compenso per l’attività dell’organismo non va pagato subito: la legge permette di inserire la fetta maggiore di questa spesa direttamente all’interno del piano di rateizzazione approvato, pagandola gradualmente insieme ai creditori.

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    4) Come si calcola il compenso dell'organismo di composizione della crisi?

    Il calcolo non è mai arbitrario ma si basa su tabelle ministeriali precise. L’importo viene determinato applicando delle percentuali progressive che tengono conto di due fattori: il valore dei beni che possiedi e l’ammontare complessivo dei debiti che vengono ristrutturati. Più la situazione è lineare e minori sono i beni, più la percentuale applicata cala, garantendo che il compenso dell’organismo sia sempre equo e proporzionato alla reale capacità finanziaria del debitore.

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    5) Come iniziare la procedura di sovraindebitamento?

    Il primo passo consiste nel depositare una domanda formale presso l’OCC del tuo territorio di residenza. Prima di farlo, occorre fare un censimento completo della tua situazione: servono i documenti d’identità, l’elenco di tutti i creditori con le relative somme, le dichiarazioni dei redditi e l’estratto dei beni posseduti. Per evitare errori che compromettano l’esito, è consigliabile farsi affiancare fin dall’inizio da un professionista esperto in materia — e, se la tua situazione riguarda pochi creditori, vale la pena verificare prima se il saldo e stralcio non sia una strada più rapida.

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