Come risparmiare sul mutuo senza sbagliare mossa. I consigli del team di ADifesa per spendere di meno.

Ma quanto ti costa il mutuo? E, più di questo, stai pagando il giusto? Ogni settimana – al nostro sportello – arriva sempre qualcuno che paga il mutuo da anni senza porsi troppe domande.
Tipo quelle che abbiamo messo qui sopra.
Insomma, paga e non si chiede se (per caso!) le condizioni firmate all’epoca siano ancora le migliori disponibili. O, peggio ancora, se tutto sia ancora in regola con la normativa.
Il punto è che nessuno ti spiega – in banca, al momento della firma – che un mutuo non è un contratto immutabile (e perdonateci il gioco di parole). Un mutuo si può cambiare, rinegoziare, e in alcuni casi può consentire il recupero di somme già versate ma in eccesso.
Questo articolo raccoglie, perciò, i consigli che il team di consulenti di ADifesa dà più spesso a chi ci scrive per una prima valutazione. Non si tratta di trucchetti fantasiosi, ma di strumenti – previsti dalla legge, giustamente – che possono fare la differenza sul tuo risparmio mensile.
Forse lo saprai oppure no; ma i mutui sono insidiosi. L’esperienza di ADifesa ci ha resi ormai fin troppo consapevoli dei rischi che si corrono firmando un mutuo. Ora come ora, ce ne vengono in mente almeno quattro:
- la pubblicità ingannevole
- le clausole ambigue (tipo la Floor)
- l’anatocismo bancario
- i tassi di interesse usurari
Tutte cose che pesano sul tuo budget mensile. Ma anche, per fortuna, tutte cose che si possono risolvere avviando la giusta pratica.
Leggi il nostro articolo sui mutui irregolari per capirci di più.
Cinque consigli dal nostro team di consulenti per risparmiare sul mutuo
La signora M. è arrivata in sede con una cartellina piena di fogli. Aveva acceso il mutuo otto anni prima, non l’aveva più guardato da allora, e non sapeva nemmeno bene cosa cercare. Ma si è fidata del suo istinto. «Sto pagando troppo, ne sono consapevole. Come posso risparmiare?».
Da quella cartellina, e da altre decine simili, sono usciti i consigli che stai per leggere.
1. Verifica se conviene la surroga del mutuo
La prima cosa che i nostri consulenti hanno fatto è stata mettere a confronto il suo tasso con quelli offerti oggi sul mercato. Per la signora M. la differenza c’era, ed era abbastanza netta da giustificare un cambio di banca.
La surroga del mutuo (o portabilità del mutuo) permette di fare esattamente questo: cioè trasferire il tuo mutuo a un altro istituto che offre condizioni migliori. Senza pagare penali, spese di istruttoria o costi notarili – che saranno tutti a carico della banca subentrante.
È un diritto introdotto dalla legge Bersani-bis del 2007, e la banca attuale non può in alcun modo ostacolarlo o rallentarlo.
Il punto è capire quando conviene fare una surroga. Secondo i nostri esperti, ha senso valutarla se dal momento dell’accensione del mutuo:
- sono cambiati in modo significativo i tassi di mercato
- la tua situazione creditizia è migliorata (stipendio più stabile, meno esposizioni)
- hai trovato una banca che propone tassi di gran lunga più vantaggiosi.
Il consiglio, lo stesso che è stato dato alla signora M., è di fare una surroga ogni 3-4 anni, come si fa con l’assicurazione dell’auto.
2. Scegli con criterio tra tasso fisso e tasso variabile
Un altro cliente, P., qualche mese fa, ci ha detto una frase che ci è rimasta impressa: «Ho scelto il variabile perché costava meno al momento della firma, e nessuno mi ha chiesto cosa sarebbe successo se i tassi fossero saliti».
Peccato che è proprio quello il momento in cui si decide tutto.
Del resto sull’eterno dilemma («tasso fisso o tasso variabile?») non esiste una risposta valida per tutti. Esiste però una domanda che è giusto farsi – e che i nostri consulenti fanno sempre:
«Quanto è alta la tua tolleranza al rischio?»
Ma, pure, «quanto è lungo il mutuo che stai per accendere?». Perché – come già saprai – il tasso fisso blocca la rata per tutta la durata del finanziamento.
Questo vuol dire che paghi di più in partenza, ma hai la certezza assoluta dell’importo mensile. Il che torna utile soprattutto su mutui lunghi (25-30 anni) o con un bilancio familiare già stretto.
Il tasso variabile, invece, segue l’andamento dei tassi di riferimento. E ti espone di più al rischio, perché può costare meno nei periodi di tassi bassi, ma prova di frequente rialzi imprevisti della rata.
Se lo scegli dovresti comunque avere un margine di reddito per assorbire eventuali aumenti, o valutare un tetto massimo (il cosiddetto tasso variabile con cap).
Al nostro cliente, il signor P., che già aveva un mutuo a tasso variabile ma non dormiva sonni tranquilli, è stato quindi suggerito di valutare – tramite surroga o rinegoziazione con la stessa banca – il passaggio a un mutuo a tasso fisso.
3. Non perdere le agevolazioni prima casa
Capita spesso di scoprire, durante una consulenza, che chi ha intenzione di acquistare la prima casa non sa di avere diritto a un’agevolazione specifica. In altre parole, qualcuno ancora pensa di dover pagare il mutuo della prima casa esattamente come si farebbe con un mutuo qualunque.
Esistono invece delle agevolazioni fiscali dedicate, tra cui la riduzione dell’imposta sostitutiva sul finanziamento (0,25% invece del 2% previsto per le altre finalità). A queste si aggiungono – a seconda dei requisiti anagrafici e reddituali – misure di sostegno pensate per chi acquista con ISEE basso o età under 36, che possono includere garanzie statali sulla quota di mutuo e condizioni di accesso al credito facilitate.
Ce lo ha chiesto anche R., 29 anni, che stava per comprare casa senza sapere di rientrare nell’agevolazione: «Il mediatore non me ne ha parlato, e in banca nessuno me l’ha chiesto: pensavo fosse un mutuo come un altro». Ha scoperto la garanzia statale solo perché ha voluto farsi controllare le carte prima di firmare.
Prima di firmare, allora, vale sempre la pena chiedere a un consulente – nostro o della banca – quali agevolazioni si applicano al tuo profilo. Raramente vengono proposte in automatico: bisogna saperle chiedere.
4. Recupera la detrazione sugli interessi passivi
Uno dei momenti più frequenti nelle nostre consulenze è quando qualcuno scopre, quasi per caso, che negli anni non ha mai indicato nel 730 gli interessi pagati sul mutuo prima casa. Succede perché non tutti sanno che la banca – per la detrazione degli interessi – deve fornire un documento apposito, e che senza quel documento la detrazione non parte da sola.
È il caso di L., che dopo cinque anni di mutuo non aveva mai detratto un euro di interessi. Quando le abbiamo spiegato che aveva diritto al 19% di detrazione IRPEF sugli interessi passivi – fino a un tetto di 4mila euro annui, quindi fino a circa 760 euro l’anno – la prima cosa che ha detto è stata: «Quindi ho lasciato al fisco quasi quattromila euro in cinque anni?». Sì, esattamente così.
Il consiglio pratico, a questo punto, puoi immaginarlo. Ogni anno – prima di compilare il 730 o il modello Redditi – recuperate dalla banca il documento con il dettaglio degli interessi pagati nell’anno fiscale. Senza questi dati, di fatto paghi al fisco soldi che dovresti invece mettere tra i tuoi risparmi.
5. E, soprattutto, avvia una verifica del contratto
Con la signora della cartellina – dopo aver parlato di surroga del mutuo o di tassi – abbiamo fatto un’altra cosa: abbiamo letto il contratto insieme, clausola per clausola.

Nel suo caso, ad esempio, l’anomalia era una clausola Floor: una soglia minima sotto cui il tasso variabile non poteva scendere, e che le impediva di beneficiare del calo dell’Euribor degli anni successivi.
Ma le irregolarità più comuni che troviamo sono anche altre. Per esempio i tassi di interesse che, tra costi accessori e commissioni, sconfinano nell’usura bancaria. C’è poi l’anatocismo, la pubblicità ingannevole sui costi reali del finanziamento, l’indeterminatezza dei tassi…
È per questo il servizio che offriamo più spesso, e su cui insistiamo con chi ci contatta, è la verifica del contratto di mutuo.
Durante la verifica, un nostro consulente analizza documenti, piano di ammortamento ed estratti conto, e ti consegna una relazione tecnico-finanziaria con le possibilità concrete (reali!) di ottenere un rimborso o una rinegoziazione. A questo si aggiunge una consulenza one-to-one per capire come muoverti.
Puoi scoprire di più sul servizio di verifica del mutuo qui.
In alternativa, lasciaci un messaggio nel modulo qui sotto.
Il servizio è riservato agli associati ADifesa, ma puoi entrare nella nostra associazione in pochi minuti direttamente dalla pagina dedicata. Se non ci hai mai pensato, pensaci adesso. È il modo più semplice per iniziare a risparmiare sul mutuo.
Alcune domande frequenti
1) Come faccio ad abbassare la rata del mutuo?
Le strade principali sono tre. La surroga permette di trasferire il mutuo a un’altra banca con condizioni migliori, senza costi a proprio carico. La rinegoziazione, invece, consiste nel modificare le condizioni direttamente con la banca attuale, ad esempio cambiando il tasso o allungando la durata del piano di ammortamento. Infine, se il contratto presenta clausole poco chiare o anomalie (interessi non conformi, costi accessori nascosti), una verifica del contratto può far emergere margini di risparmio concreti prima ancora di cambiare banca.
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2) Oggi il mutuo conviene a tasso fisso o variabile?
Non esiste una risposta univoca: dipende dalla durata del mutuo e dalla propria tolleranza al rischio. Il tasso fisso garantisce una rata costante per tutta la durata del finanziamento, ideale per chi cerca stabilità su mutui lunghi o ha un bilancio familiare stretto. Il tasso variabile segue l’andamento dell’Euribor: può risultare più conveniente nei periodi di tassi bassi, ma espone a rialzi improvvisi della rata. Chi lo sceglie dovrebbe avere un margine di reddito per assorbire eventuali aumenti.
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3) Come posso richiedere una riduzione della rata?
Il primo passo è verificare se il proprio contratto contiene margini di rinegoziazione, ad esempio tramite l’allungamento della durata residua o il cambio di tasso. Si può anche valutare la surroga verso un altro istituto con condizioni più favorevoli. Se invece si sospettano irregolarità nel contratto (clausole vessatorie, interessi non conformi), conviene richiedere una verifica tecnica del mutuo: un consulente analizza la documentazione e indica se esistono margini concreti per ridurre la rata o ottenere un rimborso.






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