Prestiti per cattivi pagatori, vuoi un consiglio?

Prestiti per cattivi pagatori, vuoi un consiglio? Non esistono prestiti personali cattivi pagatori senza cessione del quinto, veloci e online. Ma una soluzione esiste - Cover di ADifesa

Come ottenere un prestito se sei un cattivo pagatore

I prestiti per cattivi pagatori sono difficili da ottenere. Ma esistono soluzioni alternative, come quella che ti propone l’Associazione ADifesa.

Prestiti per cattivi pagatori, vuoi un consiglio? Non esistono prestiti personali cattivi pagatori senza cessione del quinto, veloci e online. Ma una soluzione esiste - Cover di ADifesa

Non ci sono dati certi sul numero di cattivi pagatori, in Italia. Quello che sappiamo, però, è che circa 1 famiglia su 4 oggi risulta in sovraindebitamento. Pertanto, se sei un cattivo pagatore, sappi che sei in buona compagnia.

La condizione – lo sappiamo – è destabilizzante. Eppure esistono diverse vie d’uscita. Strade percorribili (alcune conosciute, altre molto meno) per tornare a essere finanziabili o addirittura per avere finalmente giustizia contro gli istituti di credito più spietati.

Perché i prestiti per i cattivi pagatori ti aiutano a risolvere, è vero. Ma ci sono soluzioni migliori, talvolta persino più immediate, per ottenere nuova liquidità nonostante la tua storia creditizia.

In questo articolo ti guidiamo attraverso tutte le opzioni disponibili, dalle più classiche alle più efficaci. 

Molti dei nostri associati pensavano di non avere vie d'uscita.

Poi abbiamo analizzato i loro documenti, e abbiamo trovato soluzioni che da soli non riuscivano a vedere.

Dalla cessione del quinto al garante, le soluzioni più ovvie

Quando si è alla ricerca di un prestito per cattivi pagatori, il primo a cui si pensa è la cessione del quinto. E lo comprendiamo: la cessione del quinto resta lo strumento più accessibile, in questi casi. Tuttavia non è per tutti.

Come forse già saprai, per accedere a una cessione del quinto devi avere un reddito fisso. Un reddito da dipendente, meglio se a tempo indeterminato e nella Pubblica Amministrazione. Questo esclude, però, una fetta molto ampia di popolazione. Che, nell’impossibilità di ottenere un prestito, è facile che si senta con l’acqua alla gola.

Un’altra strada percorribile è quella del prestito con garante: qualcuno (un familiare? un amico di fiducia?) disposto a firmare insieme a te e a rispondere del debito se tu non riuscissi a farlo. Una banca che vede un profilo solido accanto al tuo, percepisce un rischio più basso. A quel punto la richiesta ha maggiori possibilità di andare in porto.

Funziona, quando funziona. Ma richiede di chiedere a qualcuno di metterci la faccia – e il patrimonio. Non è poco. E non sempre c’è qualcuno in grado, o disposto, a farlo. 

→ Scopri di più sulla differenza tra garante e fideiussore

Esistono poi le finanziarie specializzate e il mondo del prestito tra privati. Parliamo di realtà che valutano i profili con criteri meno rigidi rispetto alle banche tradizionali, proprio perché sanno che si rivolgono a chi è già stato rifiutato altrove.

Il rovescio della medaglia, però, non va sottovalutato. I prestiti per cattivi pagatori hanno sempre tassi più alti e condizioni più stringenti. Vale anche per i piccoli prestiti, i micro-finanziamenti che appaiono come la soluzione a tutto, e invece risolvono ben poco.

Del resto, un prestito ottenuto nel momento sbagliato (tipo quando sei già in difficoltà, già segnalato in un database bancario) non può che peggiorare la situazione, invece di alleggerirla.

Non fraintenderci: un prestito per cattivi per pagatori può essere – per qualcuno almeno, per pochi – la soluzione giusta. Ma se senti che il tuo caso è più complicato, allora vale la pena fermarsi un momento e guardare la situazione da un’angolazione diversa.

Per i cattivi pagatori, un’alternativa possibile

Sì, ma quale angolazione diversa? Semplice: invece di cercare a tutti i costi un nuovo credito, rimetti in ordine quello che già c’è. Ma aspetta, prima di rinunciare. È più semplice di quanto pensi.

Partiamo dal principio che, spesso, chi si trova in difficoltà con i prestiti non è semplicemente uno che non ha pagato. È qualcuno a cui è stato applicato un tasso fuorilegge, o che si è ritrovato una segnalazione in banca dati illegittima, o che ha versato per anni interessi sulla base di un contratto non valido. 

Per nostra esperienza, succede in gran parte dei casi.

La nostra associazione (si chiama ADifesa) lotta da anni al fianco di clienti di banca vittime di strategie spregiudicate, che hanno perso moltissimi soldi e che, finalmente, grazie a noi li ha recuperati.

Quindi non stupirti. Succede, e succede di frequente.

Quando è così, cercare un nuovo prestito non serve a nulla. Quello che dovresti fare, invece, è cercare una soluzione alternativa. Tipo queste tre qua sotto:

  • cancellare in anticipo la segnalazione
  • ottenere il ricalcolo degli interessi
  • ricevere un rimborso da parte della banca

Ti sembra utopia? Continua a leggere.

Come si ripristina la reputazione creditizia?

La prima domanda da farti è una soltanto: la tua segnalazione è davvero corretta? Perché no, non sempre lo è. Nelle banche dati creditizie (parliamo di CRIF, Experian, CTC e non solo) gli errori esistono.

Magari si tratta di segnalazioni non aggiornate dopo che il debito è stato saldato. O di posizioni attribuite per sbaglio. Oppure ci sono dati inseriti dall’istituto di credito violando la normativa in vigore. 

In tutti questi casi la segnalazione come cattivo pagatore è tecnicamente illegittima. Ma nessuno te l’ha mai detto.

Come agire allora, cosa fare? Ecco, se la segnalazione è illegittima, hai il diritto di chiederne la cancellazione anticipata. Non è un percorso immediato, certo. Richiede di raccogliere documentazione, presentare un’istanza formale all’istituto che ha effettuato la segnalazione, e a volte insistere quando la risposta tarda ad arrivare o non arriva affatto.

Ma quando va a buon fine, il risultato è concreto: il tuo nome torna pulito nelle banche dati, e con esso tornano le possibilità di accedere di nuovo a un finanziamento.

→ Qui ti spieghiamo meglio come funziona la cancellazione delle segnalazioni al CRIF

Se il prestito è illecito, puoi contare sul ricalcolo

La seconda strada possibile riguarda il contratto bancario in sé. Perché – forse non lo sai ma – circa il 75% dei prestiti erogati dalla banca negli ultimi dieci anni contiene anomalie. E se non sei riuscito a pagare in tempo, probabilmente non è colpa tua.

In Italia esistono norme precise a tutela dei consumatori: soglie oltre le quali un tasso d’interesse diventa usurario (si chiama: tasso soglia), obblighi di trasparenza che le banche devono rispettare, spese nascoste e così via. Quando queste regole vengono violate, il contratto può essere contestato. Noi di ADifesa gestiamo pratiche del genere ogni giorno.

E allora come tutelarsi? Ecco: un’analisi tecnica approfondita può portare al ricalcolo del tasso di interesse, che verrebbe sostituito (se le anomalie sono confermate) con gli interessi legali stabiliti per legge.

In altre parole, il tuo debito residuo potrebbe ridursi in modo significativo. Talvolta l’analisi dimostra che il debito era già stato di fatto estinto, pur non risultando tale nel conteggio della banca. 

Non è uno scenario utopico. Così succede quando il diritto dei consumatori viene applicato con la giusta strategia e competenza.

Un rimborso può risolvere la tua situazione

Ovviamente, se il contratto è anomalo, oltre al ricalcolo degli interessi, avrai anche diritto a un rimborso da parte della banca. Il che significa che non avrai bisogno di trovare nuovi soldi; potrai recuperare quelli che hai già speso

Chiariamo: se nel corso degli anni hai versato rate su un contratto con interessi illeciti, oppure ti sono state addebitate commissioni non trasparenti o spese non dovute, la tua banca ti deve un rimborso.

E le somme recuperate possono essere sufficienti a coprire il tuo debito residuo e restituirti una liquidità che ti permette di ricominciare – senza dover firmare nessun altro contratto.

Insomma, quello che a prima vista sembra un vicolo cieco, spesso nasconde un’opportunità concreta di rinascita. L’importante è saperla cercare. 

Da cattivi pagatori a finanziabili: alcune storie di rinascita

Dietro ogni segnalazione, c’è una persona con un progetto che non riusciva a portare a termine. Come il nostro associato Flavio, che dopo aver richiesto un mutuo si è ritrovato classificato come cattivo pagatore per un errore della banca. Per lui, quella segnalazione era una sentenza: niente mutuo, niente futuro. ADifesa ha analizzato i documenti, individuato l’irregolarità e ottenuto la cancellazione: il suo nome è tornato pulito, e il suo progetto ha ricominciato a camminare.

Poi c’è Sharon. Stava per comprare un’auto quando ha scoperto una segnalazione errata in CRIF. Come ha raccontato ai nostri consulenti, ha vissuto momenti di paura, rabbia e senso di ingiustizia. Ma ha scelto di non arrendersi e si è affidata ad ADifesa. Il team legale ha ricostruito ogni dettaglio e dimostrato l’errore: in due mesi, la sua reputazione è stata riabilitata.

E infine Cristina, dipendente delle Ferrovie dello Stato. Anche lei bloccata da un dato sbagliato, anche lei caduta nel vuoto di un “richiesta rifiutata”. ADifesa ha raccolto documenti, verificato discrepanze, fatto pressione sulla banca. Il risultato? Segnalazione cancellata e prestito per la casa finalmente ottenuto.

Tre storie diverse, un solo filo comune: nessuna di loro aveva bisogno di un nuovo prestito, ma di giustizia finanziaria. Puoi continuare a leggere qui i nostri casi reali.

Sei già entrato nella rete di ADifesa?

Se sei arrivato fin qui, probabilmente stai cercando più di un consiglio generico. Stai cercando qualcuno che ti aiuti davvero a uscire da una situazione che senti ingiusta o limitante.

ADifesa è un’associazione nata per questo. I nostri consulenti supportano ogni nostro associato con un’analisi personalizzata della propria situazione creditizia e contrattuale.

In altre parole, valutiamo il tuo caso, verifichiamo i tuoi diritti, e ti affianchiamo concretamente – che si tratti di cancellare una segnalazione errata, contestare un contratto irregolare o avviare una procedura di rimborso. 

Puoi sfogliare qui i servizi della nostra associazione.

Associarsi a ADifesa significa, allora, avere al tuo fianco un interlocutore competente, dalla parte del consumatore, in un sistema che spesso non lo è.

Il primo passo è il più importante: smettere di affrontare da solo un problema che ha soluzioni, e cominciare a gestirlo insieme a chi le conosce. 

Lascia un messaggio qui sotto oppure entra in ADifesa.

    Alcune domande frequenti

    1) Come avere un prestito con segnalazione CRIF?

    Con una segnalazione attiva in CRIF, ottenere un prestito tradizionale è difficile – ma non impossibile. Le strade più percorribili sono la cessione del quinto (se hai un reddito fisso), il prestito con garante, o alcune finanziarie che lavorano con profili a rischio più alto. In alternativa, vale la pena chiedersi se quella segnalazione è davvero corretta: se c’è un errore, cancellarla è la soluzione più efficace e duratura. 

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    2) È possibile ottenere la cessione del quinto se sono segnalato al CRIF?

    Sì, nella maggior parte dei casi. La cessione del quinto è proprio lo strumento pensato per chi ha una storia creditizia complicata, perché il rimborso viene trattenuto direttamente dallo stipendio o dalla pensione — il rischio per la banca è minimo. Devi però avere un reddito fisso e documentabile: dipendente (meglio se pubblico) o pensionato. Se sei un lavoratore autonomo o precario, questa strada purtroppo non è accessibile.

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    3) Quale finanziaria non controlla le segnalazioni?

    In realtà, tutte le finanziarie consultano le banche dati creditizie: è un obbligo, non una scelta. Alcune, però, valutano i profili con criteri più flessibili e possono concedere credito anche in presenza di segnalazioni, soprattutto per importi bassi. Attenzione però ai tassi: più il profilo è rischioso, più le condizioni tendono a essere onerose. Leggi sempre il contratto con cura prima di firmare. 

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    4) Quanto dura lo stato di cattivo pagatore?

    Dipende dal tipo di segnalazione e da come si è evoluta la situazione. In linea generale, i ritardi di pagamento poi sanati restano visibili in CRIF per 12 mesi; le situazioni più gravi, come i piani di rientro o gli insoluti, possono rimanere fino a 36 mesi dalla regolarizzazione. Se però la segnalazione è errata o illegittima, non devi aspettare: hai il diritto di chiederne la cancellazione immediata. 

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    5) Come oscurare gratis le segnalazioni CRIF?

    Non esiste un modo per “oscurare” una segnalazione legittima senza costi: diffida di chi te lo promette gratuitamente e in tempi record. Quello che puoi fare, senza spese, è richiedere il tuo report CRIF per verificare la tua posizione, e presentare un’istanza di rettifica o cancellazione se la segnalazione contiene errori. Per farlo in modo efficace, però, è spesso necessario il supporto di un consulente esperto – proprio per evitare di perdere tempo con richieste incomplete. Leggi qui per saperne di più

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