Sai che anche gli interessi di mora possono sfociare nell’usura? Ma con il calcolo interessi moratori (e con ADifesa) puoi difenderti.

Quello che succede quando paghi in ritardo una rata del prestito è, immaginiamo, risaputo. Prima ti arriva il sollecito di pagamento, poi ti viene dato un po’ di tempo per recuperare e, infine, la parte peggiore: la banca calcola interessi moratori sulla rata.
In realtà gli interessi di mora non riguardano solo i prestiti. In Italia, per qualsiasi pagamento fatto in ritardo è previsto un importo aggiuntivo, che corrisponde – appunto – agli interessi moratori.
Nel caso dei prestiti, però, la situazione è delicata. Perché, se è vero che il calcolo degli interessi moratori è un diritto della banca, d’altro canto banche e finanziarie devono sempre sottostare alle leggi contro l’usura bancaria. E il punto è proprio questo: con gli interessi di mora, il confine dell’usura viene superato molto più spesso di quanto immagini.
Il calcolo interessi sui pagamenti in ritardo è un rischio
Pagare in ritardo una rata è un problema su più fronti. Intanto, ovviamente, il ritardo incide negativamente sulla reputazione creditizia (hai mai sentito parlare di segnalazione in CRIF?). Ma c’è di più: ogni volta che paghi in ritardo, il tuo creditore (ovvero: l’azienda o l’istituto che aspetta i tuoi soldi) calcolerà subito gli interessi di mora sul tuo debito. Il che significa che pagherai di più, senza possibilità di sconti.
Va detto a questo che punto per gli interessi di mora, il calcolo non è causale. Piuttosto, si basa su una formula precisa stabilita dal decreto legislativo 231/2002 che approfondiremo più avanti. Il punto di partenza è sempre e comunque un tasso di riferimento chiamato saggio degli interessi di mora, che viene comunicato periodicamente dal MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze).
Per esempio, per il secondo semestre 2025 (periodo in cui questo articolo che stai leggendo viene pubblicato) il tasso di interesse moratorio è del 10,15%.
Il calcolo del tasso di mora riguarda però tanto le banche, quanto le aziende. In altre parole, il tasso di mora è lo stesso sia per le aziende (es. le società di luce e gas o di telefonia) che devono fare il calcolo interessi per le loro transazioni commerciali, sia per le banche che devono gestire le rate pagate in ritardo.
Il vero rischio, però, emerge nei prestiti e nei finanziamenti. Perché qui gli interessi di mora non solo aumentano il debito, ma possono superare – e senza che tu te ne accorga – il tasso soglia di usura bancaria. In altre parole, possono trasformare il tuo prestito in un prestito usurario, costringendoti a sostenere costi ingiustificati per un contratto che, di fatto, viola la legge
Ecco perché è bene stare attenti al calcolo degli interessi moratori. Gli interessi di mora incidono sulle tue finanze e, in molti casi, possono farti precipitare in una situazione debitoria praticamente insostenibile.
Interessi legali, moratori e convenzionali: una distinzione
Prima di approfondire il calcolo degli interessi di mora, nonché la formula utilizzata, vogliamo soffermarci su una distinzione importante. Perché, per legge, esistono tre tipi di interessi e sono:
- gli interessi legali
- gli interessi convenzionali
- gli interessi moratori
Proviamo a spiegarli uno per uno.
Gli interessi legali sono il tasso fissato dallo Stato. Rappresentano una sorta di valore base e si applicano quando nel contratto non è previsto un tasso diverso. In generale, in ADifesa parliamo di interessi legali anche per distinguerli dagli interessi usurari. Non solo: talvolta si parla di calcolo degli interessi legali di mora in riferimento al saggio di interesse moratorio (cioè il minimo di legge).
Gli interessi convenzionali sono invece quelli indicati nel contratto del prestito o del mutuo, ovvero i classici TAN e TAEG. Sono stabiliti liberamente dalla banca, purché restino entro i limiti imposti dalla normativa antiusura.
Infine ci sono gli interessi moratori, che scattano quando una rata, una fattura o una bolletta non vengono pagate entro la scadenza. Hanno la funzione di compensare il creditore e di scoraggiare i ritardi, ma rappresentano anche l’elemento più delicato. Il problema, infatti, è che gli interessi di mora vanno aggiunti al tasso convenzionale. E se il TAEG è già alto, il tasso finale rischia di oltrepassare il limite dell’usura.

Cosa dice il d.lgs 231/2002 sugli interessi di mora
Il d.lgs 231/2002 disciplina gli interessi di mora nelle transazioni commerciali, e in particolare nei rapporti tra imprese o tra imprese e Pubbliche Amministrazioni. È la normativa di riferimento per il calcolo degli interessi commerciali e nasce con un obiettivo preciso: contrastare i ritardi nei pagamenti.
Il decreto stabilisce che gli interessi di mora decorrono in automatico dal giorno successivo alla scadenza della fattura, senza bisogno di solleciti formali. Ma il tasso applicato non è arbitrario: viene calcolato partendo dal tasso di riferimento della BCE, al quale si aggiunge una maggiorazione fissata dalla legge che, fino al 2002, è stata pari al 7%.
Ma il calcolo interessi di mora nel 2012 è cambiato. Proprio nel 2012, infatti, la normativa è stata modificata per recepire una direttiva europea. Con il d.lgs 192/2012, quindi, la maggiorazione sul tasso BCE è stata aumentata da 7 a 8 punti percentuali.
Come funziona il calcolo degli interessi di mora
Dunque, questi interessi di mora come si calcolano? Comprenderlo è un passaggio fondamentale, perché può aiutarti a capire se quanto ti è stato richiesto è legittimo o se, invece, ti trovi di fronte a una maggiorazione eccessiva.
In altre parole, gli interessi di mora sono o non sono al di sotto del tasso soglia usura? Per rispondere a questa domanda dobbiamo conoscere prima la formula.
La formula di calcolo interessi di mora per ritardato pagamento
Innanzitutto partiamo da qui: il calcolo degli interessi moratori si basa su tre elementi chiave. E cioè:
- la rata (o la fattura) pagata in ritardo;
- il tasso di mora, come da contratto o da normativa;
- i giorni di ritardo, conteggiati dalla scadenza.
La combinazione di questi fattori può far aumentare l’importo dovuto anche in presenza di ritardi contenuti. Se il tasso di mora è elevato (come accade spesso nei finanziamenti, nel fido bancario o nei prestiti personali) un ritardo relativamente breve può produrre effetti sproporzionati.
La formula esatta è la seguente:
(Capitale × Tasso di mora × Giorni di ritardo) / 365
Ma facciamo un esempio pratico e realistico, così possiamo applicare la formula. Supponiamo di avere una rata di 500 euro che, dopo 30 giorni non hai ancora pagato. Il tasso di mora è del 10.15%, che equivale al tasso determinato oggi dalla BCE più una maggiorazione di 8 punti percentuali. A quel punto gli interessi di mora ammonteranno a 4.17 euro. Infatti:
(500 × 0,1015 × 30) / 365 ≈ 4,17 euro
Ti sembra una cifra piccola, vero? Lo è. Il problema nasce quando il tasso è molto più alto di quello commerciale, come accade spesso nei prestiti. Non solo, se i ritardi si accumulano e l’importo della rata è elevato, le cose si fanno ancora più difficili.
Alcuni strumenti online per calcolare gli interessi di mora
Per una prima verifica, esistono diversi strumenti online che permettono di stimare in modo rapido gli interessi di mora. Uno dei più utilizzati è quello dello Studio Andreani. Con il tool dello Studio Andreani, il calcolo degli interessi moratori puoi gestirlo in pochi clic ed è infatti considerato il riferimento principale per questo tipo di operazione.
Un altro calcolatore di interessi di mora che puoi utilizzare è quello di DeJure, sempre online. Ma ci sono anche i tool online di Professione Giustizia e Avvocati.it che offrono uno strumentario dedicato agli interessi moratori sempre aggiornato ai tassi BCE e alle normative vigenti, utili soprattutto per chi vuole avere un riscontro immediato e affidabile.
Avere a disposizione una calcolatrice per interessi moratori (come questi strumenti che ti abbiamo elencato) può darti una grossa mano, se sospetti di stare pagando troppo le tue rate in ritardo. Tuttavia è sempre meglio rivolgersi a un esperto in carne e ossa, soprattutto quando si tratta di prestiti e finanziamenti.
Qui, infatti, entrano in gioco elementi che un calcolo automatico non considera: spese accessorie, clausole contrattuali, interessi composti e modalità di ammortamento. E sono proprio questi elementi che ci dicono se il calcolo degli interessi moratori avvicinano il tuo debito ai limiti dell’usura.
La tabella degli interessi moratori degli ultimi 5 anni
| Data di validità | Tasso BCE | Tasso di mora totale |
| Dal primo gennaio al 30 giugno 2020 | 0,00% | 8,00% |
| Dal primo luglio al 31 dicembre 2020 | 0,00% | 8,00% |
| Dal primo gennaio al 30 giugno 2021 | 0,00% | 8,00% |
| Dal primo luglio al 31 dicembre 2021 | 0,00% | 8,00% |
| Dal primo gennaio al 30 giugno 2022 | 0,00% | 8,00% |
| Dal primo luglio al 31 dicembre 2022 | 0,00% | 8,00% |
| Dal primo gennaio al 30 giugno 2023 | 2,50% | 10,50% |
| Dal primo luglio al 31 dicembre 2023 | 4,00% | 12,00% |
| Dal primo gennaio al 30 giugno 2024 | 4,50% | 12,50% |
| Dal primo luglio al 31 dicembre 2024 | 4,25% | 12,25% |
| Dal primo gennaio al 30 giugno 2025 | 3,15% | 11,15% |
| Dal primo luglio al 31 dicembre 2025 | 2,15% | 10,15% |
Tasso mora e tasso soglia, il confine è sottile
Il tasso di mora, quando è elevato, può spingere il costo totale del prestito oltre i limiti consentiti dalla legge. È per questo che, qui, abbiamo anche parlato di tasso soglia usura.
Come saprai, il tasso soglia usura è il valore massimo oltre il quale un finanziamento diventa usurario. Il problema è che basta poco — un ritardo, una mora alta, qualche spesa aggiuntiva — per superare quel confine senza accorgersene.
Tre segnali di un prestito usurario per gli interessi di mora
Ci sono alcuni indizi che possono suggerire che un prestito sta oltrepassando i limiti di legge. Possiamo riassumerli così:
- hai interessi di mora troppo alti
- stai pagando più del previsto
- la banca non ti dà le risposte che cerchi
Il segnale più significativo è, ovviamente, un tasso di mora che fa salire troppo il costo del finanziamento. Quando gli interessi applicati dopo un ritardo diventano così alti da superare i limiti stabiliti dalla legge, il prestito può trasformarsi in un prestito usurario.
In questi casi, però, non è detto che tu te ne accorga quando calcoli gli interessi moratori. Al contrario, hai bisogno di un professionista esperto (o tutta un’associazione consumatori, come ADifesa) per averne conferma e agire per via legale.
Le conseguenze dell’usura bancaria dopo il conteggio degli interessi moratori
Il fatto che gli interessi moratori spingano il prestito oltre il tasso soglia non è un dettaglio da sottovalutare. Quando succede, si può parlare di usura bancaria (te ne abbiamo già accennato), una situazione complicata – sia per te che per la banca.
Considera infatti che puoi chiedere la restituzione di tutti gli interessi pagati in eccesso, ma anche il ricalcolo degli interessi al tasso di interesse legale (che corrisponde al tasso BOT). Se non agisci, però, rischi di restare intrappolato in una situazione debitoria insostenibile, con rate che non puoi gestire e il tuo nome perennemente registrato nella lista dei cattivi pagatori.
Ecco perché – se già hai sospetti – dovresti richiedere subito una verifica del tuo contratto di prestito.
Con ADifesa puoi richiedere il recupero interessi di mora
L’associazione ADifesa è specializzata in diritto del consumatore e diritto bancario. Dal 2017, supporta chi è vittima di illeciti bancari e li assiste per tutto l’iter di ricorso bancario, fino al rimborso degli interessi.
Se hai il sospetto che gli interessi di mora applicati sul tuo prestito siano troppo alti, puoi chiedere al nostro team di professionisti un conteggio professionale. Una volta ricevuta tutta la documentazione, i nostri esperti:
- verificano il contratto e le clausole
- conteggiano gli interessi e il debito residui
- scoprono se la banca ha superato i limiti di legge.
Se emerge un’irregolarità, ti aiutiamo ad avviare la procedura di recupero. Tieni conto che la pre-analisi del caso è gratuita: così puoi scoprire se ci sono gli estremi per un ricorso, senza pagare niente.
L’associazione ADifesa lavora nel tuo interesse, e ti aiuta a risolvere i tuoi problemi con la banca. Il servizio di verifica prestito personale (o cessione del quinto, o carta revolving) è dedicato ai nostri associati. Ma puoi entrare nella nostra rete in pochi clic, su questa pagina.
Lascia un messaggio qui sotto se vuoi saperne di più.
Alcune domande frequenti
1) Come si calcolano gli interessi di mora?
Gli interessi di mora si calcolano applicando un tasso specifico sull’importo che hai pagato in ritardo, per tutti i giorni dello slittamento. La formula è semplice: (Capitale × Tasso di mora × Giorni di ritardo) / 365. A volte l’importo sembra basso, ma se il tasso di mora è elevato o i ritardi si accumulano il totale può crescere rapidamente. Nei prestiti, inoltre, entrano in gioco anche spese e clausole che rendono il calcolo più complesso.
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2) Cosa dice il d.lgs 231/02 sugli interessi moratori?
Il d.lgs 231/2002 regola gli interessi di mora nelle transazioni commerciali, cioè nei rapporti tra imprese o tra imprese e Pubblica Amministrazione. Stabilisce che, in caso di ritardo, gli interessi moratori scattino in automatico e vengano calcolati sulla base del tasso BCE maggiorato di otto punti percentuali. Questo meccanismo serve a tutelare chi deve ricevere un pagamento, ma può diventare oneroso per chi paga in ritardo, soprattutto nei periodi in cui i tassi sono alti.
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3) Come capire se il tasso di mora è usurario?
Per capirlo è necessario confrontare il tasso di mora applicato con il tasso soglia previsto dalla legge antiusura. Se il risultato (sommato agli altri costi del prestito) supera quel limite, il contratto può essere considerato usurario. Un segnale importante è notare se piccoli ritardi generano importi sproporzionati o se il debito cresce anche quando stai pagando. In questi casi è fondamentale eseguire un conteggio professionale per verificare la reale situazione.
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4) Posso recuperare gli interessi di mora?
Sì, se emerge che gli interessi di mora applicati superano i limiti previsti dalla legge, puoi chiedere il recupero delle somme pagate in più. La normativa antiusura è molto chiara: gli interessi e i costi illegittimi non sono dovuti e devono essere restituiti. Serve però un’analisi tecnica del contratto e dei conteggi, per dimostrare l’irregolarità. Se il prestito risulta usurario, puoi ottenere non solo il rimborso, ma anche un ricalcolo corretto del debito residuo.



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