Saldo e stralcio dei debiti, una soluzione che cambia la vita? Sì, se sai come muoverti. Qui ADifesa risponde ai dubbi più comuni.

Siamo sinceri: la vera domanda non è se il saldo e stralcio possa essere una soluzione. La vera domanda è quanto può aiutarti davvero.
Perché – in fin dei conti – se hai debiti che non sai più gestire (tradotto: che non puoi più pagare) non ci sono altre strade possibili se non il saldo e stralcio. O, al massimo, il piano del consumatore come da legge 3/2012, se ti trovi in una condizione di sovraindebitamento.
Il punto è che, intorno al saldo e stralcio, circolano molte informazioni parziali o fuorvianti. C’è chi lo presenta come una soluzione facile e immediata, e chi invece lo descrive come qualcosa di complicato e irrealizzabile.
La realtà, come spesso accade, è più complessa. È vero: il saldo e stralcio non sempre cambia la vita, ma può fare una differenza enorme. A patto di sapere quando conviene davvero, come si propone una trattativa e quali errori evitare.
È proprio qui che nascono i dubbi più comuni: posso davvero pagare meno?, la banca accetterà?, cosa succede dopo la chiusura del debito?
In questa guida proviamo a rispondere a queste domande, senza illusioni e senza promesse irrealistiche. Per aiutarti a capire se il saldo e stralcio dei debiti può essere davvero una strada percorribile anche nella tua situazione.
Attenzione! Qui si parla soltanto di saldo e stralcio bancario
Un appunto, prima di continuare. In questo articolo ci riferiamo esclusivamente al saldo e stralcio con le banche e finanziarie. Non parliamo dello stralcio delle cartelle esattoriali o dei debiti fiscali con l’Agenzia delle Entrate – che seguono regole completamente diverse.
In sintesi: se hai un mutuo, un prestito personale, una carta revolving o qualsiasi altro finanziamento che non riesci a pagare, questo è l’articolo che fa per te.
Iniziamo dalle basi per capirci di più di saldo e stralcio
Prima di capire quando conviene o quanto si può risparmiare, è fondamentale chiarire di cosa stiamo parlando davvero.
Il saldo e stralcio è spesso raccontato in modo superficiale, come se fosse una semplice trattativa “a sconto”. In realtà – e questo noi di ADifesa lo sappiamo bene, perché con il saldo e stralcio ci lavoriamo ogni giorno – si tratta di una procedura delicata. Una procedura che coinvolge valutazioni giuridiche, economiche e strategiche, sia dal lato del debitore sia da quello della banca o della finanziaria.
Capire le basi ti permette di:
- risparmiarti false aspettative,
- riconoscere le promesse irrealistiche,
- muoverti in modo consapevole fin dal primo passo.
Che cos’è il saldo e stralcio debiti?
Dunque, il saldo e stralcio cos’è nel concreto? Per definizione, è un accordo transattivo con cui debitore e creditore decidono di chiudere definitivamente un debito accettando un pagamento inferiore rispetto all’importo dovuto in origine. In altre parole, con un pagamento a saldo e stralcio, il debitore versa una somma concordata (che è più bassa del debito) e il creditore rinuncia a pretendere il resto, mettendo fine al rapporto.
Dal punto di vista giuridico, il saldo e stralcio ha una base ben precisa. Rientra infatti nella transazione, disciplinata dall’art. 1965 del Codice Civile. La norma stabilisce che le parti possono accordarsi per porre fine a una controversia – o prevenirla – «facendosi reciproche concessioni». Ovvero appunto: pagare comunque ma pagare di meno.
La presenza di una base normativa ci dice anche una cosa importante. E cioè che un saldo e stralcio con la banca non è né una scorciatoia informale né un favore concesso “a discrezione” dell’istituto di credito. Si tratta piuttosto di uno strumento giuridicamente riconosciuto. Ed è questo che fa la differenza.
Come funziona il saldo e stralcio?
Una volta chiarita la definizione, il punto è capire il saldo e stralcio come funziona. Perché – in effetti – non stiamo parlando di un’asta al ribasso. Piuttosto, abbiamo a che fare con una procedura che richiede sempre una valutazione attenta: della posizione debitoria prima di tutto; poi di quella reddituale, e così via.
Ora considera questo. Da un lato, la banca (o la finanziaria) ragiona in termini di convenienza: se la possibilità di recuperare l’intero importo è remota o troppo onerosa, accettare una somma inferiore ma immediata può diventare una scelta razionale. Dall’altro lato, l’indebitato (cioè tu!) vuole chiudere il debito il prima possibile, fermare l’escalation di interessi e solleciti ed evitare che la posizione degeneri in un recupero crediti aggressivo o in un contenzioso lungo e costoso.
Il saldo e stralcio funziona proprio quando questi due interessi – apparentemente opposti – trovano un punto di equilibrio. Ed è in questo spazio che si gioca tutta la trattativa.
Perché di trattativa si tratta. Una proposta di saldo e stralcio efficace non viene di certo improvvisata, né può essere uguale per tutti. Al contrario va formulata nel modo corretto, e motivata di volta e in volta perché risulti appetibile.
La nostra associazione, per esempio, non parte mai dalla cifra “che si vorrebbe pagare”, ma lavora su un’analisi puntuale della posizione debitoria. La squadra di consulenti di ADifesa analizza il contratto originario, l’evoluzione del debito nel tempo, gli interessi applicati, lo stato della pratica e i margini reali di recupero per la banca o la finanziaria. Solo dopo aver ricostruito questo quadro (e aver valutato la reale capacità di sostenere il debito) costruiamo una proposta di saldo e stralcio sostenibile, coerente e difendibile.
Il saldo e stralcio, quindi, è sempre il risultato di una trattativa consapevole – fondata su numeri, regole e valutazioni precise.
Quando lo stralcio debito diventa l’unica via d’uscita
Ci sono momenti in cui bisogna fare i conti con la realtà. Come quando il debito cresce invece di ridursi, quando le rate vengono coperte a fatica (o non vengono più coperte affatto!) al punto che ogni si apre con l’ansia di una nuova scadenza. Questo è il segnale che la situazione non è più sostenibile.
In questi casi, risolvere i debiti con un saldo e stralcio diventa l’unica strada percorribile. L’unica che può fermare un meccanismo che – se lasciato andare avanti – tende solo a peggiorare.
Vuoi avere a che fare tutta la vita con interessi che si accumulano, solleciti di pagamento, segnalazioni negative e azioni legali? Immaginiamo di no. Eppure continuare a pagare «quel che si può» e «di tanto in tanto» non risolvere il problema.
Serve una strategia chiara. E – diciamolo pure – un esperto in materia.
I casi in cui conviene fare richiesta saldo e stralcio
Una richiesta di saldo e stralcio ha senso quando esistono condizioni concrete che rendono la trattativa plausibile. Succede – per esempio – quando il debito è già in sofferenza o sul punto di esserlo oppure quando la situazione reddituale del debitore non consente prospettive di rientro regolare nel tempo. In pratica, dovresti pensare al saldo e stralcio se:
- il tuo debito non è più sostenibile nel lungo periodo;
- pensi di non riuscire mai coprire l’intero debito;
- l’importo residuo è ancora elevato, nonostante le rate pagate.
E non solo. Faresti bene a valutare il saldo e stralcio pure se il debito si è trascinato a lungo – magari passando di mano tra uffici interni o società di recupero. In questi contesti, una proposta ben costruita può rappresentare una soluzione vantaggiosa per entrambe le parti.
È bene però chiarire un punto. E cioè: non basta essere in difficoltà per ottenere automaticamente un saldo e stralcio. La richiesta va valutata, motivata e presentata nel modo corretto. Ma non sempre accade, perché in molti si affidano al fai da te o a realtà le cui promesse sono poco realistiche.
Quanto puoi risparmiare con lo stralcio del debito?
È la domanda che tutti si fanno, quella sul risparmio possibile. La risposta onesta è soltanto una: non esiste una percentuale valida per tutti. Secondo la nostra esperienza, con il saldo e stralcio è plausibile puntare a una riduzione del 40% del debito complessivo.
Ma ci sono anche situazioni particolari, in cui il risparmio può essere ancora maggiore. Lo raccontiamo nella pagina dedicata casi reali di saldo e stralcio seguiti da ADifesa. Alcuni dei nostri associati sono riusciti a ridurre il debito anche oltre il 70%, proprio perché la posizione lo consentiva e la trattativa è stata impostata nel modo corretto.
Detto questo, vogliamo pure ribadire che il vero valore del saldo e stralcio non è soltanto quanto si risparmia, ma cosa si ottiene in cambio. Ovvero la chiusura definitiva del debito, la fine delle pressioni e la possibilità di ripartire da zero, di ricominciare una nuova vita (finanziaria, almeno).

È sempre nella trattativa che si decide tutto
Arrivati a questo punto, dovrebbe essere chiaro: il saldo e stralcio si costruisce con una trattativa. È qui che molte persone sbagliano, pensando che basti “chiedere uno sconto” o lanciare una proposta generica per ottenere un risultato qualsiasi.
La trattativa è il cuore di tutto. È il momento in cui numeri, tempi e valutazioni devono combaciare. Ed è anche il passaggio in cui l’esperienza dei professionisti a cui ti affidi fa la differenza.
Come si propone (con successo) una chiusura saldo e stralcio?
Per l’esperienza di ADifesa, la proposta di saldo e stralcio nasce seguendo un iter preciso. Prima si studia a fondo la posizione debitoria, poi si individua il margine reale di trattativa e solo a quel punto si formula una proposta coerente.
Il nostro team di esperti parte sempre dai documenti, che servono sia a ricostruire l’evoluzione del debito sia a capire se e quanto la banca abbia interesse a chiudere la posizione.
La proposta viene poi calibrata non soltanto sull’importo, ma anche sulle modalità di pagamento, sui tempi e sulla sostenibilità complessiva.
Le valutazioni che fa la banca prima di accettare
Come puoi immaginare, la banca che riceve una proposta di pagamento a saldo e stralcio ragiona esclusivamente in termini di convenienza. Perciò valuta quanto è probabile recuperare l’intero importo, quanto tempo richiederebbe un’azione di recupero e quali costi comporterebbe continuare su quella strada.
Ma non solo. La banca considera anche lo stato della pratica, la storia dei pagamenti, il merito creditizio e le prospettive future. Se la chiusura immediata a una cifra inferiore appare più vantaggiosa rispetto a un recupero lungo (sempre incerto o costoso) allora la proposta può essere presa seriamente in considerazione.
Ecco perché le richieste generiche o improvvisate non funzionano. Una proposta efficace deve essere costruita in modo coerente con le valutazioni del creditore.
I consigli per ottenere il massimo dallo stralcio di un debito
Se vuoi aumentare le possibilità di successo, e ottenere le migliori condizioni possibili, è importante tenere a mente alcuni principi fondamentali. Li trovi qui sotto; siamo sicuri che ti aiuteranno ad agire con consapevolezza.
- Evita il fai da te e le proposte improvvisate.
- Analizza bene la tua situazione prima di fare richiesta.
- Non puntare tutto su uno sconto standard (es. 40%).
- Costruisci una proposta vantaggiosa e
- Considera anche tempi e modalità di pagamento.
- Fatti assistere da chi ha esperienza in questo tipo di trattative.
Un saldo e stralcio efficace è il risultato di una strategia ben progettata. Per questo motivo un supporto qualificato può fare realmente la differenza.
Se hai altre domande rispetto a come muoverti, scrivile nel box dei commenti.
La vita dopo il saldo e stralcio del debito
Parliamoci chiaro: la procedura di saldo e stralcio arriva alla fine di una fase logorante, che dura a volte mesi o anni. Per questo ha senso fermarsi un attimo e capire cosa succede dopo aver avuto conferma dalla banca.
👉 Se vuoi saperne di più, leggi anche Conseguenze saldo e stralcio, cosa ti aspetta dopo la richiesta?
Cosa succede dopo la chiusura a saldo e stralcio?
Una volta concluso il pagamento concordato, il debito si chiude. Questo è il nodo centrale: dopo il saldo e stralcio banche e finanziarie rinunciano a pretendere ulteriori somme e il rapporto si esaurisce.
Questo significa anche che, se nel frattempo eri stato segnalato nella lista dei cattivi pagatori, hai diritto alla cancellazione. Di regola, la cancellazione dai sistemi di informazione creditizia dopo il saldo e stralcio dovrebbe avvenire in automatico – anche se non sempre succede. In questi casi bisogna quindi procedere con una richiesta di cancellazione formale, cosa che puoi fare sempre con ADifesa grazie al servizio di cancellazione dalla lista dei cattivi pagatori.
Quello che è certo è che – una volta chiuso il debito – non avrai più una posizione aperta alle spalle. E da qui potrai ricominciare la tua vita, finalmente con serenità.
Le storie di chi si è rivolto all’Associazione ADifesa
Dietro ogni saldo e stralcio riuscito c’è una storia diversa, e qui sotto te ne racconteremo due prese direttamente dai nostri archivi. Quello che accomuna questi percorsi è la necessità di chiudere una posizione diventata insostenibile, senza affidarsi a soluzioni improvvisate.
La storia di Nadia
La nostra associata Nadia si era trovata a gestire – con grosse difficoltà – un debito con Banca IFIS di circa 6mila euro. Il problema non era solo l’importo, ma anche la segnalazione come cattiva pagatrice, che stava limitando in modo significativo la sua possibilità di accedere a nuovi finanziamenti e servizi bancari.
Grazie a una trattativa mirata, ADifesa ha negoziato un accordo di saldo e stralcio che ha permesso a Nadia di chiudere il debito con un pagamento complessivo di 1.500 euro, ottenendo una riduzione ben oltre il 70%. Una volta effettuato il pagamento, ci siamo occupati della cancellazione della segnalazione, che le ha permesso di migliorare la sua posizione creditizia.
La storia di Massimo
Diversa, ma altrettanto significativa, è la storia di Massimo, che aveva un debito complessivo di 28mila euro con Agos. In questo caso il rischio di azioni legali era concreto, mentre il debito stava diventando sempre più difficile da gestire. Grazie alla nostra squadra di specialisti, abbiamo raggiunto un accordo di saldo e stralcio che ha permesso al nostro associato di estinguere il debito con uno sconto del 50%. Massimo ha così pagato 14mila euro, divise in due tranche.
Con ADifesa il saldo e stralcio è una strada sicura
Se vuoi richiedere il saldo e stralcio del tuo debito, hai due possibilità. La prima: gestirtelo in autonomia, e rischiare di ottenere una riduzione che non ti soddisfa. La seconda: chiedere aiuto all’Associazione ADifesa.
Perché proprio ADifesa? Perché ADifesa da anni opera a tutela dei consumatori in difficoltà contro banche e agenzie di credito. Con il nostro lavoro – e con l’esperienza della nostra squadra, composta da avvocati, esperti bancari e fiscalisti – abbiamo già aiutato migliaia di persone in difficoltà.
In cambio di un contributo, puoi ottenere assistenza legale e supporto costante nelle fasi di negoziazione del saldo e stralcio e accedere finalmente alla riduzione del debito che speravi.
Contattaci qui sotto per capirci di più. Un nostro consulente ti ricontatterà entro le prossime 48 ore.
Alcune domande più frequenti
1) Cosa significa saldo e stralcio?
Il significato di saldo e stralcio è, letteralmente, quello di pagare una somma a saldo di un debito e “stralciare” — cioè eliminare — la parte restante. In pratica, il debitore versa un importo concordato e il creditore rinuncia a pretendere ciò che resta, chiudendo definitivamente la posizione.
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2) Come si fa una richiesta di saldo e stralcio?
Per richiedere il saldo e stralcio è fondamentale analizzare la posizione debitoria, valutare se esistono margini reali di trattativa e costruire una richiesta motivata e sostenibile. La proposta deve tenere conto sia della situazione del debitore e delle valutazioni del creditore. È proprio questa fase che determina se la richiesta verrà presa in considerazione o ignorata.
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4) Cosa succede dopo il pagamento a stralcio?
Dopo il pagamento a stralcio, il debito è chiuso. Il creditore non può più chiedere altro e le attività di recupero si fermano. Anche la posizione nei sistemi di informazione creditizia viene aggiornata per riflettere la chiusura del debito. Se questo aggiornamento non avviene come dovrebbe, è comunque possibile intervenire e chiederne la rettifica (sempre con ADifesa).
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3) Quanto si risparmia con una chiusura a stralcio?
Non esiste una percentuale fissa valida per tutti. Il risparmio ottenibile con una chiusura a stralcio dipende da molti fattori: importo residuo, stato della pratica, tempi di recupero e capacità di pagamento. Secondo l’esperienza di ADifesa, si va da un 40% di riduzione fino a uno “sconto” ben oltre il 70%.



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