Tempi di rimborso per cessione del quinto nell’era del Coronavirus

Smartworking e cassa integrazione hanno rallentato ricorsi e reclami. Quali sono allora i tempi di rimborso per cessione del quinto nell’era del Coronavirus?

È una delle domande che i nostri associati ci fanno di più, in questi tempi di crisi sanitaria e lockdown. Ce lo scrivono per email, ce lo chiedono per telefono: «Ma quanto tempo ci vuole per ricevere il rimborso della cessione del quinto?».

E la cosa non ci stupisce. Mentre tutta l’Italia si fermava – già agli inizi di questo 2020 –, il sistema di ricorsi e reclami ha continuato a funzionare. Negli ultimi tempi un numero crescente di italiani si è rivolto ad un’associazione come la nostra, o ad assistenti legali specializzati, per avere finalmente giustizia contro banche e intermediari finanziari. Complice soprattutto un’attenzione particolare alle proprie finanze, che è tipica dei periodi di forte crisi.

Ma l’emergenza virus ha colpito ogni settore del nostro paese, compresi certi organismi di risoluzione stragiudiziale che si occupano di tutelare i cittadini. Fra questi l’ABF, ovvero l’Arbitro Bancario Finanziario, incaricato di risolvere controversie di natura bancaria senza ricorrere alle aule di tribunale.

Per sapere di più sull’ABF leggi anche: Cos’è l’ABF (Arbitro Bancario Finanzario)

Certo il sistema dell’ABF – così come previsto dalla legge italiana – ha continuato ad operare anche in tempi di coronavirus. Eppure si sono registrate alcune modifiche nella procedura, modifiche disposte dalla stessa Banca d’Italia allo scopo di limitare i danni e contenere gli effetti della diffusione del virus. Con l’ovvia conseguenza di un rallentamento delle operazioni, purtroppo a scapito di chi ha avanzato un reclamo.

E ovviamente non si tratta soltanto di questo. Anche le banche e gli intermediari finanziari, dopotutto, hanno assistito a cambiamenti radicali. E in questo scenario, anche la stessa erogazione del rimborso subisce dei ritardi.

In conclusione, i tempi di rimborso per cessione del quinto si sono dilatati, seppure di poco, lasciando tantissimi cittadini sospesi in un limbo, in attesa di un riscontro.

Quali sono i tempi di rimborso per cessione del quinto?

In generale, i tempi di rimborso previsti per una cessione del quinto sono ben precisi. La normativa in merito alla tutela dei clienti bancari ha stabilito nel dettaglio scadenze e intervalli di tempo, e in linea generale parliamo di disposizione che vengono rispettate con il massimo rigore.

Per quanto riguarda l’ABF, solitamente e nella migliore delle ipotesi, tutta la procedura di ricorso ha una durata totale di 180 giorni.

La banca o l’intermediario tirato in ballo ha infatti 45 giorni per rispondere al ricorso ed eventualmente contestarlo; ci sono poi 25 giorni a disposizione per rispondere poi all’intermediario con ulteriori contestazioni; infine altri 20 giorni servono all’intermediario per presentare una sua replica definitiva.

Una volta completata questa operazione, l’ABF si prende 90 giorni per decidere sull’esito del ricorso. Se il caso si rivela particolarmente complesso può chiedere una proroga che non può superare però anche in questo caso in 90 giorni, arrivando ad un tempo massimo di 270 giorni. Ovvero circa 9 mesi.

Quanto tempo ci mette la banca per inviare il rimborso per cessione del quinto?

Banche e intermediari finanziari rispondono sempre con una certa velocità alle decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario. In genere, se l’operazione è dovuta per decisione dell’ABF, i tempi di rimborso per cessione del quinto variano dai 30 ai 60 giorni.

Solo due mesi quindi per ricevere l’accredito del rimborso direttamente sul conto corrente.

Bisogna dire però che, se è vero che la risposta è celere, il rimborso della cessione del quinto non spetta soltanto all’intermediario finanziario: spesso sono inclusi nella restituzione anche premi assicurativi già più difficili da rintracciare.

In quel caso infatti, l’agenzia di credito deve prima contattare la compagnia assicurativa e attendere una sua risposta. Certo anche la compagnia assicurativa è tenuta a rispettare la decisione dell’ABF, ma in genere è facile che tenda a non rispettare le tempistiche stabilite.

Ad ogni modo il ritardo solo in rari i casi sono dovuti all’accredito del rimborso. Molto spesso, e soprattutto in questi tempi di emergenza, il ritardo è piuttosto legato alla documentazione, che non viene fornita entro le scadenze previste.

Cosa succede ai tempi di rimborso per cessione del quinto nell’era del Coronavirus

I ritardi registrati nel pieno dell’emergenza sanitaria, hanno allarmato e non poco i nostri associati. Si parla di ritardi che superano di gran lunga i trenta giorni, e che spesso sono seguiti da risposte vaghe da parte delle banche e degli intermediari finanziari che devono ancora replicare al ricorso ma hanno problemi ben più grandi a cui pensare (ovvero il virus, i contagi, i dipendenti in malattia).

L’associazione ADifesa del resto però, in questi mesi, ha fatto di tutto per ottenere nel minor tempo possibile le risposte necessarie. Lo ha fatto inviando solleciti, e mobilitandosi materialmente per spronare i diretti interessati e accorciare i tempi per quanto possibile.

E lo sanno bene i nostri associati, che in tutto questo processo non si sono mai ritrovati da soli. In tutti questi mesi, il team di ADifesa ha mantenuto un contatto assiduo con ogni associato in attesa di riscontro, segnalando ogni aggiornamento, anche quello più piccolo.

Una cessione del quinto irregolare può e deve essere rimborsata, e non c’è procedura di ricorso che debba spaventare, nemmeno quella più complessa portata avanti in tempi di Coronavirus.

Se vuoi chiedere un ricorso per una cessione del quinto, o stai aspettando l’esito della tua pratica, apri la sezione Contatti e inviaci una email. I nostri professionisti esperti saranno felici di risponderti.



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