La tua segnalazione “a sofferenza” è illegittima?

Sai che la tua segnalazione “a sofferenza” potrebbe essere illegittima? Scopri come tutelarti e ottenere la cancellazione immediata.

Purtroppo non sei riuscito ad evitarlo. La Centrale Rischi di Banca d’Italia ha registrato il tuo nome. «Segnalato per sofferenza bancaria» dicono, un bel problema per la tua reputazione creditizia che subisce così un duro colpo.

Sfuggire era impossibile. Del resto la situazione finanziaria di chi chiede un prestito viene monitorata con scrupolo. Un finanziamento non restituito è un problema enorme per una banca o un’agenzia di credito, e per questo la segnalazione di una sofferenza bancaria rappresenta uno degli strumenti più efficaci se si vuole evitare ogni rischio di insolvenza.

La segnalazione per sofferenza bancaria però è la condizione più grave in cui un debitore può trovarsi dopo aver ricevuto denaro in prestito da una banca. E infatti, non a caso, dopo una segnalazione per sofferenza ricevere nuovi finanziamenti diventa impossibile. La tua affidabilità come debitore appare di fatto irrecuperabile.

Il motivo è semplice. A differenza di quanto avviene con i cattivi pagatori – che vengono segnalati per via di un ritardo nel pagamento di alcune rate mensili e che sono ritenuti pertanto soggetti “a rischio” – chi si trova in uno stato di sofferenza invece riceve una segnalazione in quanto non più in grado di risolvere il suo debito. Succede ad esempio in caso di crisi grave della sua situazione economica o quando le somme da restituire sono così ingenti da rendere impossibile un eventuale rimborso.

In altre parole, la segnalazione per sofferenza bancaria scaturisce da un rischio di insolvenza che va ben oltre il ritardo nei pagamenti, e che prevede invece una condizione economica tanto compromessa, quasi vicina al fallimento. Con conseguenze gravissime per chi ne è vittima.

Ciò nonostante la segnalazione a sofferenza è stata spesso utilizzata a mo’ di «minaccia» da parte di istituti bancari che volevano intimorire i propri clienti. Al punto che, in molti casi, si è ricorso alle vie legali per dimostrare l’illeceità della segnalazione.

Adesso, senza aver analizzato il tuo caso specifico, non possiamo dirti con certezza se anche la tua segnalazione rientra fra quelle considerabili come illegittime. Questo articolo però può darti una mano a valutare se sei in diritto di fare ricorso e di chiedere la cancellazione anticipata dalla Centrale Rischi.

Su quali presupposti vieni segnalato per sofferenza alla Centrale Rischi?

Cerchiamo di capire però, in prima battuta, quali sono i presupposti che portano ad una segnalazione a sofferenza in una Centrale Rischi.

Se ci atteniamo a quanto è scritto sul sito della Banca d’Italia, la segnalazione a sofferenza di un debitore viene fuori soltanto:

  • in presenza di un credito superiore a 250 euro;
  • se la situazione finanziaria del debitore è peggiorata (così come ti abbiamo spiegato nel paragrafo precedente).

Va sottolineato che la soglia minima di 250 euro è tenuta in considerazione soltanto dalla Banca d’Italia. Tutti gli altri Sistemi d’Informazione Creditizia (conosciuti anche come SIC) accettano segnalazioni a prescindere dall’importo che è stato dato in prestito. Per le Centrali Rischi private, insomma, l’unico requisito necessario è una valutazione negativa della situazione finanziaria del debitore.

A questo punto è chiaro che la banca, o l’intermediario finanziario che ha concesso il prestito, prima di fare una segnalazione a sofferenza, deve procedere ad un’istruttoria d’accertamento dettagliata per avere una visione complessiva della faccenda. In altre parole, deve:

  • tenere conto del reddito del debitore e della liquidità di cui è in possesso;
  • calcolare la sua capacità produttiva rispetto al mercato in cui opera;
  • stabilire quanto la cifra da restituire influisca sulla sua situazione economica globale.

Stiamo parlando di criteri valutativi oggettivi, che si basano sull’analisi di dati e informazioni relativi al cliente che ha ricevuto il prestito.

Non sempre gli istituti bancari dispongono liberamente di queste informazioni: spesso devono farne richiesta esplicita. Ad ogni modo sono informazioni di cui non può fare a meno se vuole portare a termine una valutazione corretta. Ed è solo sulla base di questi presupposti che una segnalazione alla Centrale Rischi per sofferenza bancaria si può considerare legittima.

Ma funziona davvero sempre così? Purtroppo no. Anzi, le “disattenzioni” da parte delle banche sono state, negli anni, molteplici.

Quindi la tua segnalazione a sofferenza è illegittima?

Come abbiamo già scritto, la segnalazione per sofferenza deve essere necessariamente preceduta da un’indagine sul patrimonio di chi ha contratto il debito. Ma non solo.

La tua banca – o l’agenzia di credito a cui ti sei rivolto – è obbligata a dimostrare di aver svolto l’istruttoria, se vuole segnalarti a una Centrale Rischi per sofferenza bancaria. Una banca che non presenta il risultato dell’indagine di accertamento, così come imposto dalla legge, e che non quindi le prove necessarie a rendere lecita la sua azione, non ha nessun diritto di iscriverti come debitore “sofferente” nell’archivio della Centrale Rischi.

Inoltre, se hai soltanto pagato in ritardo qualche rata, oppure hai richiesto di dilatare i tempi di rimborso, comunque non rientri nei casi di rimborso a rischio e pertanto non hai motivo di ritrovarti nella lista dei debitori a sofferenza. Anzi, di contro, puoi fare subito richiesta di cancellazione anticipata e agire tramite ricorso.

Inoltre, si può parlare di segnalazione illegittima, anche nei casi in cui:

  • la tua situazione patrimoniale è stata considerata a rischio, ma l’indagine fa riferimento ad un periodo che precede la concessione del prestito (e quindi non risulta aggiornata al momento della segnalazione);
  • la somma di denaro che deve essere rimborsata è di fatto un credito oggetto di contestazione in sede giudiziale e stragiudiziale.

Ti spetta un risarcimento?

Le conseguenze di una segnalazione per sofferenza bancaria non sono una cosa da poco. Se il tuo nome è finito in una Centrale Rischi per via di una situazione economica traballante, ottenere nuovo credito ti sarà del tutto impossibile.

Abbiamo già spiegato più volte che le banche devono potersi fidare: prima di concedere del denaro hanno bisogno di garanzie. Garanzie che un soggetto in sofferenza bancaria di certo non può offrire.

Pertanto una segnalazione ingiusta può causarti problemi notevoli. Può succederti ad esempio di vederti rifiutare un mutuo, e per ragioni che esulano dalla tua responsabilità personale, oppure di ritrovarti vittima di un danno alla tua immagine, o all’immagine della tua attività commerciale, che potrebbe sfociare poi in una perdita economica.

In casi come questi, oltre alla cancellazione immediata dall’archivio della Centrale Rischi, hai diritto a chiedere un risarcimento economico per il danno subìto.

Verifica con noi se la tua segnalazione per sofferenza è illegittima

Se temi che la tua segnalazione alla Centrale Rischi non sia avvenuta in modo corretto, l’unico modo per averne certezza è dare il via ad un’analisi approfondita.

È vero, finire ingiustamente nella lista dei debitori con una sofferenza bancaria non è così raro come si può immaginare. Ciò nonostante sono molteplici i fattori da tenere in considerazione prima di decidere se è il caso o meno di procedere con un ricorso.

L’Associazione A Difesa può darti una mano a verificare se la tua segnalazione è illegittima come credi. Il nostro team di esperti – composto da fiscalisti, avvocati e professionisti del settore finanziario – possiede tutti gli strumenti che servono per individuare eventuali magagne nella tua procedura di segnalazione.

Sono già tantissimi i cittadini che si sono rivolti a noi. Cittadini che hanno finalmente ottenuto giustizia e rimborsi insperati. Leggi le loro storie sulla nostra pagina Casi reali. Il prossimo caso di successo potrebbe essere il tuo.



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