Cos’è la CRIF, come funziona e perché ci sei finito

Visual ADifesa – Blog – Cos'è CRIF e come funziona

È così popolare che il nome – CRIF – è diventato ormai sinonimo di «Centrale Rischi».

Eppure le cose non stanno così.

Perché di una Centrale Rischi parliamo, è vero; ma non di una Centrale Rischi qualunque.

In questo articolo firmato ADifesa troverai tutte le informazioni più utili sul sistema di controllo più famoso d’Italia. E scoprirai non solo cos’è la CRIF ma anche come funziona e per quali motivi ci sei finito dentro.

Che cosa è la CRIF

CRIF è l’acronimo di Centrale Rischi Finanziari, ovvero il nome di una società italiana privata fondata a Bologna nel 1988.

Con il supporto di numerosi istituti bancari presenti sul territorio dell’Emilia Romagna, Centrale Rischi Finanziari S.p.A è stata la prima società a portare in Italia un sistema di informazioni creditizie (SIC) che permettesse alle banche di monitorare il meccanismo di prestiti e finanziamenti proteggendo il suo difficile equilibrio.

La società, ad oggi, è internazionale: opera infatti in Italia e all’estero, è presente su ben quattro continenti ed è leader del settore sia in Europa che nel Sud Est Asiatico.

Quello che in pochi sanno è che in realtà l’archivio delle segnalazioni è solo una parte del lavoro della CRIF. Il sistema di informazioni creditizie vero e proprio – quello che conserva le informazioni su prestiti e debitori – prende infatti un altro nome: si chiama Eurisc.

Dunque Eurisc è la banca dati della CRIF. Quando vieni segnalato per un problema nel rimborso del prestito, il tuo nome non finisce registrato in CRIF, ma dentro Eurisc.

Eurisc, il sistema di informazioni creditizie della CRIF

La banca dati Eurisc è un sistema di controllo che si basa su informazioni negative e positive. In altre parole, non contiene solo segnalazioni come cattivo pagatore o debitore a sofferenza.

Piuttosto, registra l’affidabilità di ciascun debitore, il suo merito creditizio. Che, ovviamente, può essere positivo o negativo a seconda di come ha gestito la restituzione del suo debito.

E infatti la stessa società sottolinea che circa il 95% delle informazioni presenti nell’archivio sono classificabili come positive. Dunque non sempre finire nella banca dati del CRIF è un rischio. Anche se è bene stare attenti.

Ad ogni modo, parliamo di uno strumento fondamentale per banche e agenzie di credito. È solo consultando le informazioni contenute in Eurisc che è possibile stabilire se un debitore è in grado o meno di affrontare un debito e quindi ripagarlo in futuro.

Uno strumento così importante che, ad oggi, esiste anche in una versione 2.0. Così da rendere il meccanismo di controllo ancora più semplice e veloce.

Come funziona il sistema del CRIF

Come forse avrai già notato, ogni volta che fai richiesta di un prestito o un finanziamento ti viene consegnata un’informativa.

Dentro questo documento ti viene detto – in poche parole – che i tuoi dati verranno registrati all’interno di un sistema di informazione creditizio (l’Eurisc) a prescindere dalla tua condotta.

Insomma, che tu sia un buono o cattivo pagatore non importa: la banca comunica all’Eurisc le informazioni sul tuo prestito, in qualunque situazione.

La trasmissione dei tuoi dati al CRIF avviene in tre momenti:

  • quando fai richiesta di prestito alla banca;
  • non appena la richiesta di prestito viene accettata;
  • durante tutto il periodo di rimborso, a cadenza regolare.

Tieni a mente che la CRIF non ha bisogno del tuo consenso per registrare le informazioni sul tuo conto. Stiamo infatti parlando di un meccanismo che opera nell’interesse di tutti, ovvero per tenere in piedi il sistema finanziario e permettere soltanto a chi lo merita di ricevere un prestito.

È chiaro però che la CRIF deve rispettare il codice di condotta previsto dal Garante per la protezione dei dati personali. In altre parole, deve agire sempre nel rispetto della privacy del debitore. Ed è per questo che le regole relative ai tempi di conservazione dei dati personali sono molto rigide.

Parliamo di tempistiche che variano dai 180 giorni dalla prima segnalazione fino ai 60 mesi, stabilite sulla base della gravità della segnalazione. Questo vuol dire che è solo una richiesta di finanziamento quella che hai fatto, i tuoi dati rimarranno archiviati per poco tempo. Mentre se ti ritrovi in stato di insolvenza, la data di cancellazione sarà molto più lontana.

Va sottolineato un aspetto importante: la CRIF non ha potere decisionale sull’erogazione dei prestiti. Dunque se una banca o un’agenzia di credito si rifiuta di concederti un prestito non è colpa della CRIF. I criteri di selezione riguardano solo e soltanto la banca.

Certo è che la segnalazione in CRIF ha numerose conseguenze che non vanno sottovalutate.

Cosa succede dopo una segnalazione in CRIF? Scoprilo qui: Le conseguenze di una segnalazione in Centrale Rischi.

Perché le banche ti segnalano alla CRIF?

Le ragioni dietro una segnalazione alla CRIF sono quattro, e sono tutte regolamentate dal Garante della Privacy che tutela i cittadini da possibili violazioni.

Secondo quanto comunicato dalla stessa Centrale Rischi S.p.A, gli istituti bancari comunicano i tuoi dati in caso di:

  • richiesta di finanziamento (segnalazioni neutre)
  • prestiti rimborsati regolarmente (segnalazioni positive)
  • da una a quattro rate pagate in ritardo (segnalazione come cattivo pagatore)
  • insolvenza o altri gravi inadempimenti (segnalazione per sofferenza)

Sulla base di queste segnalazioni viene costruito il tuo merito creditizio, che aiuta le altre banche a decidere con consapevolezza prima di concederti un prestito.

Gli istituti bancari però devono comunque sottostare a certe regole, prima di inviare una segnalazione. In altre parole, se è vero che non serve il tuo consenso per comunicare i tuoi dati, allo stesso tempo le banche non agiscono in totale libertà.

Per esempio, prima di inviare una segnalazione negativa la banca è tenuta a informarti tramite raccomandata. Questo perché chi ti concede il prestito deve metterti nella posizione di poter “rimediare” ai tuoi errori e salvarti in extremis.

Quando non succede – ovvero: quando la raccomandata non arriva – si parla di segnalazione illegittima. In altre parole la tua segnalazione non ha motivo di esistere e che merita di essere cancellata.

È possibile cancellare una segnalazione dalla CRIF?

La questione è delicata.

Da un lato i tempi di conservazione della CRIF sono rigidi, stabiliti nel rispetto della legge e quindi impossibili da trasgredire. Dall’altro lato però ci troviamo di fronte a un vasto numero di segnalazioni illegittime che si trovano nella CRIF in violazione alla legge.

Quindi si può cancellare una segnalazione dalla CRIF? Se la tua segnalazione è illegittima si può cancellare.

Ma per scoprirlo è necessario andare a fondo alla vicenda. Indagare, avviare una perizia, capire fino a che punto è possibile muoversi per sparire per sempre dall’archivio Eurisc.

La nostra Associazione in questo è esperta. Il Metodo ADifesa ha già aiutato moltissimi cittadini segnalati per errore.

Vuoi sapere se anche la tua segnalazione è illegittima? Allora lasciaci un messaggio qui sotto. Verrai ricontattato da un nostro professionista in tempi brevissimi. Ti aspettiamo.

    ADifesa