Carte revolving con tassi usurai: un rischio da non sottovalutare

Sempre più italiani sono messi in ginocchio dalle carte revolving con tassi usurai. Ecco perché non dovresti sottovalutarle.

Gli italiani le adorano, e infatti – secondo una recente stima – pare che in Italia ne circolino almeno tre milioni. Ma le carte revolving sono un’arma a doppio taglio. Una forma di finanziamento facile da ottenere, all’apparenza parecchio vantaggiosa, che può trasformarsi però in un meccanismo perverso. Tanto che a volte uscirne è impossibile.

Eppure, gli istituti di credito spingono verso quella direzione. Ci hai mai fatto caso? Che trafila bisogna seguire per accedere ad un prestito personale “tradizionale”! Devi fare richiesta, attendere la valutazione. Ci sono di mezzo perizie, indagini… E se l’accredito di liquidità sul conto arriva, arriva dopo chissà quanto tempo.

Con le carte revolving è tutto più facile. Una firma qua, una firma là, e te la vedi recapitare direttamente a casa, pronta all’uso. E sai perché è così facile? Perché le carte revolving sono il prodotto più remunerativo per un’agenzia di credito. Tu spendi – e spendi spesso perché la carta ce l’hai in tasca e la usi al supermercato, per fare benzina, per qualsiasi bene di prima necessità – e nel frattempo però paghi non solo quanto hai speso ma anche i tassi di interesse applicati alla carta, che sono spesso molto più alti rispetto ad un prestito normale.

I tassi usurai delle carte revolving

Sulla questione dei tassi usurai la Banca d’Italia si è espressa chiaramente. Esiste una soglia percentuale oltre la quale non è possibile andare, per evitare di trasformare il sistema di prestiti e finanziamenti in un meccanismo usuraio a scapito dei cittadini in difficoltà economica.

È una soglia percentuale che viene costantemente aggiornata, e calcolata dalla stessa Banca d’Italia sulla base dell’andamento del mercato finanziario e sul Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM). In genere, per fissare la soglia del tasso usuraio si aggiungono dai 4 agli 8 punti al TEGM, a seconda della tipologia di prestito presa in analisi.

Le carte revolving sono, di fatto, il prodotto finanziario con il tasso più alto. Parliamo di una percentuale che, in questo novembre 2020, sfiora il 24%. Un numero impressionante, se pensiamo che per il prestito personale il tasso di usura di questo mese è del 14,85% e che quello della cessione del quinto supera di poco il 13%.

Per altro, anche se nei contratti il tasso indicato risulta corretto (nel senso che rimane sotto la soglia percentuale), quando poi si conteggiano nel tasso finale tutti i costi extra nascosti – quelli che banche e agenzie di credito trovano sempre il modo di aggiungere – ci accorgiamo di quanto realmente truffaldino sia il meccanismo delle carte revolving.

Le carte revolving sono una trappola?

In un articolo dell’agosto 2010, il giornalista finanziario Vincenzo Imperatore usa un’espressione curiosa per parlare delle carte revolving. E scrive:

«[…] sarebbe più logico chiamarle carte “revolver” perché si tratta di una vera e propria rivoltella che viene purtroppo puntata alla testa del malcapitato cliente in un macabro meccanismo che assomiglia tanto alla roulette russa». [Fonte: Carte di credito revolving, una droga bancaria per fare la spesa a prezzi d’usura | Il Fatto Quotidiano]

Come già accennato all’inizio, le carte revolving sono un prodotto finanziario molto amato. Amato, perché i vantaggi sono tangibili: ottieni un prestito immediato, tanto che a volte ricevi la carta solo 24 ore dopo la richiesta; hai a disposizione un fondo pressoché inesauribile. O almeno così può sembrare.

Il credito sul conto della revolving, infatti, si ripristina dopo il pagamento di ogni rata di rimborso mensile. Solo che la rata corrisponde a circa il 3% del prestito concesso dall’istituto di credito, e così l’estinzione totale del debito diventa praticamente un miraggio lontano.

E se a questo ci aggiungiamo i tassi di interesse usurai di cui abbiamo parlato prima, potrai immaginare anche tu quale trappola rappresentano davvero le carte revolving per un comune cittadino. Il meccanismo è quello del salvadanaio («Metto da parte un piccolo gruzzoletto ogni mese per potermi permettere i capricci!») ma corrotto dagli intenti speculativi delle banche («Devo usare quel gruzzoletto per far arricchire le banche!»).

Una strada quasi senza uscita.

Carte revolving, come uscirne?

In verità, se stai cercando di liberarti di una carta revolving, abbiamo buone notizie per te. Certo ti anticipiamo che non è una strada facile, ed è bene che tu sappia che dovrai faticare molto per riavere in mano le redini della tua situazione economica.

Ma uscirne dalla trappola delle carte revolving si può, e noi di ADifesa te lo possiamo assicurare perché abbiamo conosciuto tanti cittadini davvero messi alle strette che finalmente adesso respirano un po’.

E come hanno fatto?

Innanzitutto sono riusciti a controllare le spese fatte con la carta revolving, che è il primo step fondamentale. Solo così infatti puoi riuscire a bloccare il debito: se non spendi, rimane sempre lo stesso, no? Le rate di rimborso vanno pagate lo stesso, ma almeno riescono a coprire sul serio il debito che hai contratto.

E poi si sono rivolte a noi.

O meglio: hanno chiesto a noi di indagare sugli accordi stretti con la banca per avere la carta revolving, sui costi extra (conosciuti e sconosciuti) e sui tassi di interesse usurai.

Quello che ne è venuto fuori, la maggior parte delle volte, è che le carte revolving sono ai limiti del lecito. Illegali, detto chiaramente. Con tassi di interesse ben oltre la soglia, e contratti che non rispettano le regole. Puoi leggere anche tu qualcuna di queste storie nella sezione Casi reali presente su questo sito.

C’è il racconto di chi credeva di non farcela, c’è il racconto di chi – inaspettatamente – non solo ha ottenuto una rettifica dei tassi di interesse, ma è riuscito pure ad accedere ad un cospicuo rimborso.

Perché, sì, è vero, le banche sono furbe, se vogliono aggirare le regole sanno bene come fare, e la questione dei tassi di interesse così alti ne è la dimostrazione. Ma la legge è sempre dalla parte dei cittadini. Ed è bene tenerlo a mente, specialmente nei momenti di sconforto.

La legge è dalla parte del cittadino ed è in grado di fornire la giusta tutela.

Se stai cercando assistenza per uscire dalla trappola delle carte revolving con tassi usura, scrivici tramite il form che trovi su questo sito alla pagina Contatti. Il nostro team di professionisti ti raggiungerà telefonicamente in breve tempo per consigliarti il percorso migliore.

Insieme possiamo avviare una perizia sulla documentazione, e lavorare per ottenere il rimborso che ti spetta.



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