Carte di credito revolving e carte di credito classiche: quali sono le differenze?

In questo articolo parleremo delle carte di credito revolving, sottolineando anche le differenze tra questi strumenti di pagamento e le carte di credito classiche (a saldo). Se stai leggendo queste righe, significa che vuoi sapere qualcosa di più in merito. Perfetto! Nelle prossime righe potrai troverai informazioni molto preziose, che abbiamo raccolto per darti modo di orientarti al meglio e, in caso, di capire se ti trovi in una situazione problematica con la tua carta revolving.

 

Carte di credito revolving cosa sono

La carta revolving è una tipologia di carta di credito che rientra nella categoria delle ricaricabili. A differenza della carta di credito tradizionale, che prevede l’addebito di tutte le spese in un’unica soluzione alla fine del mese, permette di effettuare spese che verranno rimborsate tramite rate mensili maggiorate di un interesse.

 

Questo strumento di pagamento, che può essere emesso da banche o società finanziarie, prevede che al singolo utente venga concessa una determinata somma di denaro, ossia il fido.

 

La cifra in questione può essere utilizzata liberamente per effettuare acquisti (anche online). La persona che ha richiesto la carta di credito revolving ha anche la possibilità di prelevare denaro contante agli sportelli ATM.

 

Carta di credito revolving come funziona

Le somme di denaro concesse con la carta di credito revolving devono essere restituite tramite piccole rate mensili. Il loro importo viene definito al momento dell’attivazione della carta.

 

Nel corso del tempo, la persona che ha richiesto la carta ha la possibilità di modificare l’importo delle singole rate a seconda delle sue esigenze. In questi casi bisogna comunque considerare un importo minimo sotto al quale è impossibile andare.

 

Costi della carta di credito revolving

Parliamo ora dei costi della carta di credito revolving. Chi sceglie questo strumento di pagamento deve affrontare le seguenti spese:

 

  • Spese per gli acquisti effettuati con il fido messo a disposizione dalla banca
  • Spese di incasso rata
  • Costi relativi all’invio dell’estratto conti
  • Eventuali coperture assicurative
  • Interessi
  • Commissioni sui prelievi

 

Il capitolo degli interessi è molto importante. Secondo le principali associazioni di consumatori, sono compresi tra il 17 e il 24% su base annua. Chi ha intenzione di richiedere una carta revolving deve quindi fare attenzione a:

 

  • TAN: il tasso annuo nominale indica la quota di interessi che il titolare della carta revolving è tenuto a rimborsare.
  • TAEG: il tasso annuo effettivo globale esprime invece il costo complessivo. Oltre agli interessi, comprende anche le spese di incasso rata, le coperture assicurative e gli oneri per l’invio degli estratti conto.

 

Prima di richiedere una carta di credito revolving è opportuno controllare soprattutto il TAEG, percentuale che indica i reali costi che si andranno ad affrontare.

Quanto costa una carta di credito a saldo?

Per fornire un quadro completo della situazione, è bene avere chiari anche i costi delle carte di credito classiche (a saldo). In questo caso, a differenza di quanto accade con le carte di credito revolving, non è prevista l’applicazione di tassi.

 

In tale frangente, il costo è legato al canone mensile o annuale richiesto dall’istituto di credito. Da considerare sono anche le commissioni legate ai prelievi, che variano sia sulla base della cifra ritirata, sia a seconda dello sportello ATM scelto (alcuni istituti di credito applicano commissioni in caso di prelievi effettuati presso sportelli ATM di altre banche).

 

Degna di nota a tal proposito è la possibilità di usufruire di una carta di credito senza canone in caso di:

 

  • Scelta di una banca totalmente online.
  • Spese annuali superiori a una determinata somma (un esempio utile da chiamare in causa è quello di CheBanca!, che azzera il canone della carta di credito agli utenti che spendono più di 5.000 euro all’anno).

 

 

I problemi della carta di credito revolving

La carta di credito revolving è uno strumento di pagamento sempre più popolare, ma con non poche criticità. La prima riguarda i tassi di interesse che, come abbiamo poco fa visto, possono essere molto alti (se si considera anche il TAEG, si arriva tranquillamente a percentuali superiori al 20%).

 

Nel corso degli anni, gli utenti che hanno richiesto queste carte si sono rivolti all’autorità giudiziaria anche per altri motivi. Tra le sentenze più interessanti è possibile citare quelle che, in ottemperanza all’articolo 117 T.U.B., hanno sancito la nullità dei contratti di carta di credito revolving a causa della mancanza di forma scritta.

 

Un’altra situazione illegittima è quella della carta rilasciata da un soggetto diverso dall’agente in attività finanziaria (l’obbligo per le finanziarie di avvalersi solo di questi professionisti per il rilascio di carte di credito revolving è stato chiarito definitivamente tramite il comunicato della Banca d’Italia 313116/2010).

 

Cosa devi fare se pensi che l’interesse della tua carta di credito revolving sia troppo alto

Le carte di credito revolving, che a differenza dei prestiti personali vengono rilasciate in maniera rapida e senza processi di istruttoria, come abbiamo visto possono essere interessate da problemi anche molto gravi.

 

Quando, per esempio, l’interesse è troppo alto, si ha la possibilità di richiedere il rimborso delle somme pagate in eccesso e la riduzione delle rate future. Se hai dubbi in merito alla tua situazione, contattaci senza impegno.

 

Dovrai solo fornirci il contratto, il documento di sintesi e l’estratto conto. Ad analizzare la tua situazione penseranno i nostri consulenti. Se non trovi o non hai più la documentazione, non preoccuparti. Possiamo richiederla noi alla tua banca o alla finanziaria che ha rilasciato la carta; basta solo qualche dato per poterla reperire.

 

Per richiedere una consulenza gratuita sulla regolarità della tua carta revolving devi solo cliccare qui.



Lascia un commento