Sono ancora uno strumento di pagamento molto apprezzato. Eppure le carte di credito revolving nascondono problemi che non puoi sottovalutare, se vuoi lasciare intatta la tua reputazione creditizia.

Arma a doppio taglio di banche e agenzie di credito, le carte di credito revolving mietono vittime ogni giorno soprattutto a causa di una scarsissima conoscenza dell’argomento.

Se hai una carta di credito revolving, questo articolo è pensato proprio per te. Perché ci sono delle cose a cui devi stare molto attendo quando apri un conto revolving, ma le banche quasi mai te lo dicono.

Ora, con questo articolo di ADifesa, siamo pronti a fare chiarezza.

A cosa devi stare attento, se hai una carta revolving?

Le carte di credito revolving sono l’unico prodotto finanziario che viene rilasciato in tempi brevissimi.

A differenza degli altri prestiti personali – per cui è necessaria una verifica preliminare e un iter a volte lungo mesi – la carta revolving ti consente di avere nuova liquidità in poco tempo e senza processi di istruttoria.

Questo di certo non rende la carta revolving la soluzione più affidabile. Al contrario, è proprio alla carta revolving che devi prestare maggiore attenzione. A partire da questi tre dettagli elencati qui sotto.

Tassi di interesse troppo alti

La carta revolving – come qualsiasi altro prodotto finanziario di credito a consumo – si basa su una logica di tassi di interesse. Quando firmi il contratto per una carta revolving, vieni informato quindi sul valore percentuale del TAN e del TAEG.

Di cosa si tratta?

  • il TAN è il Tasso Annuo Nominale: indica il valore puro degli interessi che devi pagare.
  • il TAEG è il Tasso Annuo Effettivo Globale: esprime invece il costo totale che comprende sia gli interessi che le spese di incasso della rata, le coperture assicurative e gli oneri per l’invio degli estratti conto.

Secondo le principali associazioni di consumatori però, i tassi di interesse delle carte revolving sono fra i più alti in circolazione. Parliamo di un valore percentuale compreso tra il 17 e il 24% su base annua, quindi quasi un tasso usura.

Se vuoi approfondire l’argomento sul nostro blog trovi anche: Carte revolving con tassi usurai, un rischio da non sottovalutare

Prima di richiedere una carta di credito revolving quindi meglio controllare bene, soprattutto il TAEG. Solamente questo dato può dirti quali saranno i costi reali che affronterai.

Il problema del debito infinito

La triste verità è che dal debito delle carte revolving è difficile uscirne. Un articolo pubblicato nel 2018 definiva le carte revolving «revolver», sfruttando un gioco di parole che spiega perfettamente l’entità del problema.

Le carte revolving sono una forma di debito soffocante, e proprio per loro struttura: avendo a disposizione una fonte di liquidità pressoché inesauribile, ti ritroverai in un circolo vizioso di spesa e rimborso che – nel lungo termine – diventerà ingestibile.

La quota di rimborso mensile, infatti, di base corrisponde ad appena il 3% del prestito che ti hanno concesso. Riuscire a estinguere il debito diventa in questo modo un’impresa impossibile.

Per saperne di più leggi anche il nostro articolo: Carte revolving: come uscirne? I consigli di ADifesa

Molti dei nostri associati sono rimasti vittime di carte revolving, e solo grazie al nostro aiuto – e a un cospicuo rimborso da parte delle banche ottenuto tramite noi – sono riusciti infine a liberarsi di una revolving.

È bene dunque prestare molta attenzione.

Piano di ammortamento poco chiaro

Non sempre il contratto di una carta revolving chiarisce quali sono le voci di costo incluse nel tuo piano. Come abbiamo detto poco sopra, il valore del TAEG comprende i costi complessivi di una carta revolving.

Ma quali sono esattamente? Se hai una carta di credito revolving, tieni a mente che stai pagando:

  • Spese per gli acquisti effettuati con il fido
  • Spese di incasso rata
  • Costi relativi all’invio dell’estratto conti
  • Eventuali coperture assicurative
  • Tasso di interesse
  • Commissioni sui prelievi

Puoi approfondire la parte relativa ai costi su: Carta di credito revolving, come funziona?

Conoscere le voci di costo è importante, perché solo in questo modo puoi difenderti da eventuali fregature.

Fregature che sono, tra l’altro, molto frequenti. Soprattutto quando ci sono di mezzo le carte revolving. Nella nostra esperienza abbiamo ottenuto rivalsa su moltissime banche che avevano commesso un illecito.

Il tuo caso potrebbe rientrare fra questi.

Come difenderti dalla trappola delle carte revolving

Nel corso degli ultimi anni, sempre più spesso i titolari di carte revolving si sono rivolti all’autorità giudiziaria. E i motivi sono diversi: tassi di interesse usurai, contratto nullo perché non presente in forma scritta, mancata trasparenza nelle clausole di contratto.

Sistemi stragiudiziali come l’Arbitro Bancario Finanziario sono di grande aiuto, in questo senso. Grazie all’ABF puoi fare ricorso, tutelarti e ottenere giustizia – e un rimborso! – in tempi brevi.

In pochi sanno che quando gli interessi sono troppo alti, c’è il diritto per legge a un rimborso delle somme pagate in eccesso e la riduzione delle rate future. Lo sanno in pochi, eppure è una realtà concreta che noi di ADifesa conosciamo benissimo.

Se pensi che la tua carta revolving possa a essere a rischio, puoi quindi rivolgerti a noi. Ci serve solo il contratto, il documento di sintesi e l’estratto conto. Poi, ad analizzare la tua situazione, ci penseranno i nostri consulenti.

E se non trovi o non hai più la documentazione, non preoccuparti! Possiamo richiederla noi alla tua banca o alla finanziaria che ha rilasciato la carta. Basta solo qualche dato per poterla reperire.

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